Vibo verso la Giunta, seconda riunione e prima defezione

I referenti politici si ritrovano attorno al tavolo del neo sindaco per stabilire nuovi criteri. Ma c’è già qualcuno che “salta” l’appello

I referenti politici si ritrovano attorno al tavolo del neo sindaco per stabilire nuovi criteri. Ma c’è già qualcuno che “salta” l’appello

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La sala giunta del Comune di Vibo
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Una suddivisione del pacchetto di assessori spettanti ad ogni gruppo e qualche indirizzo sulle deleghe. Ma ancora niente nomi. A questo è servita, sostanzialmente, la seconda riunione tra il sindaco di Vibo Valentia, Maria Limardo, ed i referenti politici delle sue otto liste che ieri in tarda serata si sono ritrovati per proseguire il ragionamento avviato la scorsa settimana sulla costituzione della futura giunta comunale.

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All’incontro hanno preso parte Francesco Pascale (per conto di Giuseppe Mangialavori), Gabriele Fusca (in rappresentanza di Città futura), Nico Console (Con Vibo per Vibo), Tonino Daffinà (Rinasci Vibo), Antonello Fuscà (Fratelli d’Italia), Rino Farfaglia (Forza Porto Santa Venere) e Domenico Orecchio (Servire Vibo – Liberi e forti). Ha invece disertato Alfonso Grillo, di Vibo da vivere, senza però addurre alcuna giustificazione. L’impressione di qualcuno dei presenti è che l’ex consigliere regionale non abbia gradito uno dei criteri posti alla base della conformazione della giunta, ovvero l’esclusione di chi ha già fatto parte dell’esecutivo Costa; tra questi, anche l’unica eletta della lista di Grillo, Lorenza Scrugli. Ma non è esclusa l’ipotesi di una rivendicazione diretta dello stesso Grillo di un posto in giunta. Anzi. [Continua dopo la pubblicità]

Nella “ripartizione” delle poltrone, si starebbe andando verso un criterio che ne assegna uno ogni due consiglieri. In questo caso è Forza Italia a fare la voce grossa, con tre assessori, mentre due toccherebbero a Città futura (o in alternativa uno più la presidenza del consiglio) ed uno alle altre liste, con Servire Vibo e Vibo da vivere che dovrebbero “compattarsi” in un unico gruppo. 

I nomi, come detto, non sono ancora stati fatti, ma si è già deciso che nella terza riunione, fissata per domani pomeriggio, ognuno ne avanzerà una rosa. Lo scoglio più grande è quello di individuare le tre donne, numero minimo necessario a garantire le quote rosa. L’intenzione è di assegnare le deleghe non in base alle liste, e quindi deleghe di peso a quelle elettoralmente e politicamente più forti, bensì in base alle figure che verranno fuori dalla discussione. Un’intenzione per così dire “di merito”, che però dovrà essere retta dalla convinzione che sia quella giusta, da parte di tutti, per evitare di infrangersi sul muro dei veti e delle pretese politiche. Perché la defezione di Grillo già alla seconda riunione non è un buon segno.

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