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Il coordinamento provinciale del partito contesta l’accorpamento dei due istituti di Filadelfia e il mancato utilizzo del bene confiscato alla mafia a Limbadi

Gernando Marasco di Si
Politica

Il Piano di dimensionamento scolastico recentemente approvato dalla Provincia di Vibo Valentia, pur presentando alcune novità positive, ha delle forzature e incongruenze che potrebbero avere un impatto decisamente negativo sulle istituzioni scolastiche vibonesi. A pensarla così è il coordinamento provinciale di Sinistra Italiana.

Innanzitutto sono stati sottolineati gli aspetti apprezzati: «Giudichiamo positivamente che la Provincia abbia accolto le richieste avanzate dall’Istituto tecnico per Geometri per l’attivazione di una classe di indirizzo tecnico-tecnologico presso il penitenziario di Vibo Valentia e dal Liceo Scientifico di Vibo per l’attivazione di una classe di indirizzo “Scienze applicate”; apprezzabile anche l’apertura di due nuovi Centri di istruzione per adulti, anche stranieri, a Serra San Bruno e Briatico».

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Poi le noti dolenti: «Ci sono, però, errori più o meno volontari, su alcuni dei quali è opportunamente intervenuta la Commissione Cultura presieduta dall’onorevole Michele Mirabello. La fusione delle due istituzioni scolastiche a Nicotera è stata scongiurata, così come la “deportazione” dei plessi di Joppolo: l’Istituto comprensivo di Zungri, che comprendeva comuni distanti tra loro quali Zaccanopoli, Joppolo, Drapia e Filandari, era una scelta cervellotica, che non trova altra spiegazione che non sia quella di interessi politici. La commissione regionale ha ristabilito anche il mantenimento dell’Istituto comprensivo di Cessaniti, che non sarà più accorpato a quello di Briatico».

Ad avviso di Sinistra Italiana rimane un’altra forzatura nel Piano di dimensionamento: «La fusione delle due istituzioni scolastiche di Filadelfia, con conseguente perdita di una dirigenza e segreteria. I numeri per il mantenimento delle due istituzioni ci sono. Inoltre, per allargare la scuola al territorio e fare di Filadelfia un nuovo polo di attrazione, si poteva prendere in considerazione il distacco di alcune classi di Monterosso Calabro: in tal modo si sarebbe ridotto di poco il numero totale di alunni dell’Istituto comprensivo di Vallelonga, che comunque sarebbe rimasto ampiamente sopra la soglia di ridimensionamento».

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Infine, «è inconcepibile, per un territorio come il nostro ad alta densità mafiosa, il mancato accoglimento della richiesta del dirigente scolastico del liceo "Morelli" di Vibo Valentia, circa l’istituzione di una sezione staccata del Liceo Artistico presso il centro sperimentale di Nicotera “ex Elefante Rosso”, utilizzando un bene confiscato alla mafia. Certo, l’istituzione di una nuova struttura scolastica comporterebbe oneri finanziari aggiuntivi, ma l’amministrazione provinciale avrebbe dovuto cogliere l’occasione per dare una risposta concreta alla comunità e siglare un accordo con il comune di Nicotera. Oltre al valore simbolico dell’azione, si smentirebbe anche la tesi secondo la quale la popolazione scolastica del territorio è in calo: una sezione del Liceo Artistico a Nicotera attrarrebbe alunni anche dalla limitrofa provincia di Reggio Calabria».

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