Stefanaconi, inaugurato il “campetto della legalità” intitolato a Giovanni Falcone (VIDEO)

Una nuovissima struttura sportiva, immersa nel verde e tenuta a battesimo con una significativa cerimonia, realizzata grazie ai fondi del Pon Sicurezza. Applausi, commozione e sorrisi ma anche qualche malcontento

Una nuovissima struttura sportiva, immersa nel verde e tenuta a battesimo con una significativa cerimonia, realizzata grazie ai fondi del Pon Sicurezza. Applausi, commozione e sorrisi ma anche qualche malcontento

Il sindaco Di Sì con i ragazzi della scuola di Stefanaconi
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Un luogo di aggregazione dedicato ai giovani e ai giovanissimi. Uno spazio in cui praticare sport, circondati da verdi uliveti e con la caratteristica chiesetta di Pajeradi a fare da sfondo. È, però, soprattutto sul piano sociale ed educativo che si colloca la dimensione che ha ispirato, a Stefanaconi, la realizzazione del campo di calcio a cinque intitolato alla memoria del giudice Giovanni Falcone e di quanti viaggiavano con lui (la moglie Francesco Morvillo e gli agenti della sua scorta) nel giorno del tragico “attentatuni”, passato allo storia come “Strage di Capaci”, il 23 maggio del 1992.

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Un impianto tenuto a battesimo nei giorni scorsi nel corso di una breve ma significativa cerimonia inaugurale, celebratasi alla presenza del sindaco Salvatore Di Sì, del referente provinciale di Libera, monsignor Giuseppe Fiorillo, del parroco di Stefanaconi padre Carmelo Andreacchio, del prof. Arcovio in rappresentanza dell’Istituto comprensivo Statale e di Gilberto Floriani, direttore del Sistema bibliotecario vibonese, che ha introdotto gli interventi.

Presenti i ragazzi della locale scuola secondaria di primo grado che, a chiusura della cerimonia, hanno dato vita ad una partitella inaugurale. Tra i presenti anche il comandante della Stazione dei carabinieri di Sant’Onofrio, Domenico Fazzari, e Saverio Franzè, ex primo cittadino di Stefanaconi, alla cui amministrazione si deve il conseguimento del finanziamento nell’ambito del Pon Sicurezza, Programma nazionale per lo sviluppo 2007-2013, Piano di azione giovani, Linea d’intervento 1 Sport e legalità “Io gioco legale”. Lo stesso slogan che oggi campeggia sulla targa commemorativa posizionata sul muro di spogliatoi nuovi di zecca e sui kit distribuiti per l’occasione ai ragazzi della scuola che hanno preso parte all’amichevole di calcetto.

«Oggi è una giornata da ricordare per la nostra comunità – ha detto il sindaco Salvatore Di Sì nel suo intervento – e siamo orgogliosi di aver completato i lavori previsti dal progetto, con la speranza che i futuri amministratori (a Stefanaconi si torna alle urne il prossimo 11 giugno, ndr) riescano ad ottenere i fondi necessari al completamento dell’area esterna. Questa – ha aggiunto – è una struttura nella quale tutti potranno rafforzare il loro desiderio di legalità, perché lo sport oltre a responsabilizzare, insegna a essere testimoni di valori autentici, onesti, leali e umani. Abbiatene cura – ha detto Di Sì ai ragazzi presenti – così come di tutti i beni della comunità nella consapevolezza che essi appartengono a tutti noi».

Poi, il ricordo del magistrato ucciso 25 anni fa e la sincera commozione del primo cittadino durante la scopertura della targa a lui intitolata. Quindi, il taglio del nastro e il fischio d’inizio di una partita dal grande valore simbolico, con i ragazzi del paese che prendono ufficialmente possesso di un primario presidio di aggregazione e socialità, nella speranza che da esso possano innestarsi processi virtuosi di crescita umana e sociale. A partire dal torneo di calcetto che già la Parrocchia – ha promesso padre Carmelo – organizzerà a breve.

Tutti contenti? Non proprio. A palesare una certa delusione, l’ex sindaco Saverio Franzè. Non invitato a parlare, non pervenuto nei ringraziamenti e nel discorso del suo successore, ha osservato con interesse il rito inaugurale, attendendo invano una considerazione che, in qualità di promotore dell’opera, avrebbe forse meritato.Egli stesso ha precisato poi che avrebbe “gradito essere chiamato a parlare, semplicemente per poter ringraziare il prefetto dell’epoca Luisa latella, oggi rappresentante territoriale del governo a Catanzaro, per l’impegno profuso nel percorso di ideazione, strutturazione e approvazione del progetto”.