Fuga dal Pd di Rombiolo, segretario e direttivo si dimettono

Terremoto nell’ex roccaforte della sinistra. Alla base della decisione ufficialmente l’esigenza di un ricambio ai vertici del circolo ma non mancano le perplessità sulla gestione del partito a livello provinciale

Terremoto nell’ex roccaforte della sinistra. Alla base della decisione ufficialmente l’esigenza di un ricambio ai vertici del circolo ma non mancano le perplessità sulla gestione del partito a livello provinciale

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Quasi un fulmine a ciel sereno. Il segretario del circolo Pd di Rombiolo, Massimo Aiello, ha convocato l’assemblea degli iscritti difronte alla quale ha comunicato la sua intenzione di lasciare la carica e di chiedere, contestualmente, la convocazione di un congresso nel più breve tempo possibile.

Un fatto che non potrà non avere conseguenze nel Pd provinciale per due ragioni: Rombiolo è sempre stata una roccaforte dei democratici; l’amministrazione è l’unica della provincia che alle passate elezioni si è presentata sotto il simbolo del partito. In un documento firmato dalla quasi totalità degli iscritti presenti all’assemblea si tende comunque a minimizzare.

«A due anni dalla nostra elezione – scrivono i componenti del consiglio direttivo – sentiamo la necessità di aprire un confronto leale e sereno tra gli iscritti del partito, così da far emergere nuove idee progettuali e politiche, nonché motivati dirigenti che sappiano meglio interpretare ed affrontare, noi al loro fianco, le sfide che attendono il Partito democratico da qui ai prossimi due anni. Da dirigenti vicini alla gente, in questo breve periodo abbiamo voluto esprimere in chiave propositiva la necessità dei cittadini di preservare i servizi collettivi che in qualche frangente si è rischiato di far venire meno a Rombiolo».

E qui il riferimento è alla posta del paese capoluogo i cui locali sono stati chiusi. Ufficio riaperto in un altro edificio dopo circa un anno e grazie alla pressione sull’azienda dell’Amministrazione e, appunto, del Partito democratico rombiolese.

Da qui le conclusioni: «Nelle sfide interne che hanno interessato il partito provinciale, abbiamo interpretato un ruolo di primo piano assumendoci le responsabilità del caso e facendo proprio il “paradigma” del “cambiare verso”, visto che si rischiava, almeno nella nostra provincia, di farlo rimanere un semplice spot. Nondimeno non ci siamo sottratti nel manifestare qualche perplessità su mancate scelte che il partito provinciale finora non ha fatto».

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