Elezioni comunali nel Vibonese fra sconfitte eclatanti e guai giudiziari

Gli elettori bocciano a Serra San Bruno l’inciucio fra Censore e Salerno e a Ricadi l’asse fra Mirabello e La Torre. Eletti anche amministratori indagati mentre altri finiscono sotto la lente dell’antimafia
Gli elettori bocciano a Serra San Bruno l’inciucio fra Censore e Salerno e a Ricadi l’asse fra Mirabello e La Torre. Eletti anche amministratori indagati mentre altri finiscono sotto la lente dell’antimafia
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Il sindaco Alfredo Barillari

Verrà di certo ricordata nel Vibonese per la cocente sconfitta di due sponsor politici di prima grandezza, la tornata elettorale per le comunali appena conclusa. Il risultato più eclatante arriva da Serra San Bruno dove avevamo scritto per tempo della voglia di cambiamento che si avvertiva fra la popolazione già all’atto della fine anticipata della consiliatura per via dell’elezione a gennaio in Consiglio regionale del sindaco Luigi Tassone. Alfredo Barillari con la sua lista “Liberamente” (raggruppamento politico che raccoglie varie sensibilità) strapazza l’avversario Antonio Procopio, voluto e sostenuto da chi per anni ed anni ha rappresentato la politica locale – facendo il bello ed il cattivo tempo – per poi scalare quella provinciale e regionale: l’ex deputato del Pd, Bruno Censore, e l’ex assessore regionale di Forza Italia Nazzareno Salerno. Per loro – che negli anni se ne sono dette di cotte e di crude l’uno contro l’altro, salvo poi siglare nel marzo 2019 un Accorduni politico in quel di Verona dove dimora da tempo Salerno dopo il suo coinvolgimento nello scandalo giudidiziario nato dall’operazione “Robin Hood” – la sconfitta elettorale rappresenta il definitivo tracollo politico. [Continua]

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Luigi Tassone e Bruno Censore

Una sorta di “liberazione” per Serra San Bruno a sentire ieri i commenti in strada della gente e i caroselli di auto che hanno festeggiato l’elezione del nuovo sindaco Alfredo Barillari che già alle scorse amministrative aveva sfiorato il “colpaccio” e che ha ora consolidato e aumentato i consensi dando una sonora lezione a chi aveva riproposto agli elettori l’Accorduni che lo scorso anno aveva consentito al sindaco Luigi Tassone (privo di alcuni consiglieri di maggioranza passati all’opposizione) di continuare la consiliatura imbarcando nella propria amministrazione i fidatissimi di Nazzareno Salerno come Jlenia Tucci (nel 2016 candidata a sindaco contro Tassone) che era andata a ricoprire la carica di vicesindaco. E anche per Jlenia Tucci arriva una sconfitta cocente: ricandidata nella lista “Uniti per Serra” (Procopio sindaco), il vicesindaco uscente resta fuori dal Consiglio comunale. Chi sfonda invece e rientra in Consiglio a suon di preferenze è Rosanna Federico che con la lista “Liberamente” di Alfredo Barillari sfiora da sola le 500 preferenze. Per Nazzareno Salerno – alle prese con il processo “Robin Hood” della Procura di Catanzaro – e per Brunello Censore (alle prese con il processo per peculato nell’inchiesta c.d. “Rimborsopoli” del Consiglio regionale) è probabilmente la fine di un’epoca.

Nazzareno Salerno e Jlenia Tucci

I cittadini di Serra in un colpo solo hanno bocciato un certo modo di fare politica e gestire il potere e li hanno rispediti a casa dove dovranno consolarsi di due soli uomini in consiglio comunale: il candidato a sindaco sconfitto Antonio Procopio e il primo cittadino uscente Luigi Tassone (che da gennaio si gode però la “poltrona” di consigliere regionale), atteso che gli altri due seggi della minoranza vanno a Biagio Figliucci e Vito Regio, espressione della terza lista che faceva capo a Forza Italia, Fratelli d’Italia e altre espressioni politiche locali. Barillari vince quindi contro tutti i partiti tradizionali ed i ras politici locali.

Il sindaco di Cessaniti Francesco Mazzeo

Se di certo anche i problemi giudiziari di Nazzareno Salerno e Bruno Censore possono aver avuto un peso non secondario per la loro sconfitta elettorale, gli stessi guai con la giustizia non hanno determinato problemi nel Vibonese a due eletti. A Cessaniti viene infatti riconfermato sindaco Francesco Mazzeo che si trova imputato dinanzi al Tribunale di Vibo con l’accusa di false attestazioni nell’assistenza a persona non vedente quale commissario provinciale pro tempore dell’Anpvi (associazione nazionale privi della vista e ipovedenti), mentre a Spilinga viene eletto consigliere comunale di maggioranza (nella lista del sindaco Vincenzo Marasco) Pasquale Pugliese il quale – nelle vesti di responsabile dell’Ufficio tecnico del Comune di Briatico – si trova attualmente imputato dinanzi al Tribunale collegiale di Vibo nel processo nato dall’operazione antimafia “Costa Pulita”. E’ accusato di corruzione aggravata dalle finalità mafiose in relazione al rilascio di un permesso a costruire in sanatoria sollecitato da Antonino Accorinti (rienuto il boss di Briatico e già condannato a 14 anni in abbreviato) per un complesso residenziale. Il tecnico e Salvatore Prostamo di Briatico sono accusati di aver ricevuto in cambio denaro o altra utilità (“o comunque ne accettavano – si legge nel capo di imputazione – la promessa da parte del Caruso”), con l’aggravante delle finalità mafiose. E’ proprio l’aggravante mafiosa nel reato contestato (concorso in corruzione) potrebbe attirare su Spilinga l’attenzione della Prefettura di Vibo e del suo ufficio antimafia.

Michele Mirabello
Gianfranco La Torre

Altra sconfitta politica di rilievo in ambito provinciale è quella che si registra a Ricadi per l’ex consigliere regionale ed ex assessore provinciale del Pd, Michele Mirabello, e l’ex consigliere provinciale e già vicesindaco di Ricadi Gianfranco La Torre. I dueMirabello e La Torre – che nel corso degli anni non sono stati d’accordo su nulla (La Torre alle ultime regionali del gennaio scorso ha sostenuto alla Regione il candidato di Forza Italia Alfonsino Grillo, mentre Mirabello non è stato rieletto fra le fila del Pd) – avevano trovato un accordo per sostenere a sindaco Pasquale Mobrici, che esce però sconfitto per soli 7 voti. Una bocciatura, quindi, che brucia ancor di più (dopo la decisione di mandare a casa anticipatamente il sindaco Giulia Russo) e che fa rimanere alle stelle la tensione a Ricadi dove chi cercava “pace sociale” in un territorio alle prese da anni con liti politiche su tutto e problemi irrisolti, dovrà rassegnarsi. Ieri per placare gli animi nei seggi – alle prese con il riconteggio delle schede – sono dovute intervenire le forze dell’ordine e non si esclude che anche alcuni festeggiamenti elettorali e alcune presenze nei pressi delle sezioni possano finire sotto osservazione da parte delle forze antimafia.

Nicola Tripodi

Di certo fra i consiglieri di maggioranza (con Nicola Tripodi sindaco) eletti a Ricadi figura pure l’imprenditore Nicola La Sorba che si trova indagato dalla Procura di Vibo per occupazione abusiva di suolo demaniale in relazione ad un manufatto sulla spiaggia di Grotticelle. Nicola La Sorba ha fatto anche ricorso al Tar contro l’ordinanza del Comune di abbattimento del manufatto e dovrà quindi rinunciare al ricorso se vorrà superare l’ineleggibilità per entrare in Consiglio. Resta però indagato in sede penale dalla Procura di Vibo. In ogni caso per Ricadi alte restano le nubi all’orizzonte e proprio dal fronte giudiziario potrebbero arrivare nuovi scossoni, attesa la “visita” della Guardia di finanza negli uffici del Comune nel maggio scorso.

Il sindaco Lidio Vallone

A Briatico, invece, i cittadini bocciano sonoramente il candidato a sindaco Costantino Massara – già primo cittadino della prima amministrazione sciolta per infiltrazioni mafiose e assessore con il sindaco Andrea Niglia (anche questa amministrazione sciolta per infiltrazioni) – e si affidano a Lidio Vallone che stravince con il 62% dei consensi. Ci siamo abbondantemente occupati delle candidature a Briatico nei giorni scorsi così come a Limbadi. Proprio a seguito dei nostri servizi è intervenuto anche il presidente della Commissione parlamentare antimafia Nicola Morra.

Il sindaco Pantaleone Mercuri

A Limbadi vince Pantaleone Mercuri che ha la meglio su Rosalba Sesto. Sale in Consiglio con la maggioranza anche uno dei candidati di cui ci eravamo occupati per la non nascosta amicizia con il figlio del boss Cosmo Michele Mancuso ed un controllo da parte delle forze dell’ordine con un soggetto arrestato per spaccio di stupefacenti. Vengono invece bocciati dagli elettori due dei tre candidati a consiglieri con la lista di Rosalba Sesto (la quale entra in Consiglio quale consigliere di minoranza) di cui avevamo segnalato rapporti, legami e frequentazioni con soggetti controindicati dalle forze dell’ordine. Ne sale, dunque, uno. Limbadi usciva da un commissariamento per infiltrazioni mafiose che a tali latitudini si chiama clan Mancuso. Un cognome mai pronunciato da nessuno dei candidati nel corso dei pubblici comizi (le cui registrazioni sono tuttora on line) e dove per alcuni il problema negli ultimi giorni di campagna elettorale non sono sembrati tanto i legami e i rapporti più che discutibili (alcuni oggetto delle motivazioni di una recente sentenza), quanto giornalisti (come chi scrive) che hanno sollevato il problema. A dar loro manforte sui social network anche stretti congiunti degli stessi Mancuso impegnati nella “caccia” all’invasore esterno (il giornalista), reo di essere “nemico” (a loro dire) di Limbadi, al pari di “opinionisti” di ogni età pronti a dare interpretazioni personali e grossolane della normativa antimafia e a buttarla in gossip di varia natura.

Il municipio di San Gregorio d’Ippona

Ad uscire dal commissariamento per infiltrazioni mafiose anche San Gregorio d’Ippona dove viene eletto primo cittadino Pasquale Farfaglia, già sindaco sino al 2007. Un’esperienza amministrativa, la sua, finita con le dimissioni e poi il commissariamento per infiltrazioni mafiose (confermato da Tar e Consiglio di Stato a cui si era rivolto Farfaglia). Nelle penultime amministrative, invece, Farfaglia si era subito dimesso anche da consigliere di minoranza all’atto dell’insediamento dell’amministrazione guidata da Michele Pannia, poi sciolta per infiltrazioni mafiose nel 2018. Farfaglia ha sbaragliato le altre due liste in campo (Carovale e Lacquaniti) con una compagine caratterizzata dalla presenza di diverse donne.

Giuseppe Mangialavori
Il senatore Giuseppe Mangialavori

Questi i dati più significativi da registrare nel Vibonese dove ora – dopo il “terremoto” di Serra San Bruno e la caduta dell’asse Censore-Salerno – il prossimo scossone politico di rilievo potrebbe toccare il Comune capoluogo, attesi i per nulla brillanti risultati raggiunti sinora dall’asse Mangialavori-Pitaro-Limardo. I problemi quotidiani della città restano infatti irrisolti e il malcontento e le inchieste della magistratura avanzano…