Mileto: si dimette l’ex assessore al Personale Pasqualina Arena

Il passo indietro mette a rischio la sopravvivenza stessa dell’amministrazione Crupi, costretta a fare i conti con numeri risicati in Consiglio

Il passo indietro mette a rischio la sopravvivenza stessa dell’amministrazione Crupi, costretta a fare i conti con numeri risicati in Consiglio

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Perde pezzi la maggioranza alla guida del Comune di Mileto. Nelle scorse ore, infatti, l’ex assessore al Personale Pasqualina Arena, in aperto contrasto con il sindaco Domenico Antonio Crupi, ha inoltrato le proprie dimissioni dalla carica di consigliere. Un passo indietro che mette a serio rischio la sopravvivenza stessa dell’amministrazione comunale, già alle prese con un’assise priva della componente d’opposizione. La minoranza “La Locomotiva” dell’ex sindaco Rocco Condoleo, infatti, da tempo ha ammainato bandiera bianca, abbandonando gli scranni di Palazzo dei normanni.

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Da regolamento, in prima convocazione il numero legale per lo svolgimento dell’assise è garantito da 7 consiglieri più il sindaco. In seconda da 7 compreso il primo cittadino. Dopo le dimissioni dell’ex assessore Arena (a cui Crupi aveva revocato le proprie deleghe nell’agosto scorso) in consiglio oltre al sindaco rimangono il vicesindaco, nonché assessore al Bilancio e alla Cultura, Francesco Schimmenti, il presidente del consiglio Iolanda Loiacono, l’assessore ai Lavori pubblici Giuseppe Cupi, l’assessore alla Pubblica istruzione Angelica Riso, l’assessore al Turismo e allo Spettacolo Francesca Bartone, i consiglieri Nazzareno Mazza e Saverio Dimasi.

Dunque, in totale 7 consiglieri più il sindaco Crupi. Appare chiaro, allora, che dopo il passo indietro dell’Arena la situazione della maggioranza risulta a dir poco traballante, ancor di più se si pensa che 2 dei 4 assessori (Cupi e Riso) vivono per motivi di lavoro stabilmente in altre regioni d’Italia, il primo nel Lazio e il secondo in Lombardia. Riusciranno le proverbiali doti di “normalizzatore” di un politico di vecchia data come Crupi a far sì che, anche in questo caso, l’amministrazione prosegua il suo corso e, magari (ma forse questo è chiedere troppo), nonostante la cruda realtà e la dura legge dei numeri giunga fino al termine naturale di consiliatura, previsto a maggio 2019? E, cosa ancor più importante, potrà in queste condizioni la maggioranza dare risposte adeguate ai bisogni del territorio? I dubbi sono tanti, il caso appare disperato, di certo c’è che già in altri tempi il primo cittadino è riuscito a stupire tutti… con i “miracoli” di stagione.