Bando riaperto e requisiti fumosi: opposizione all’attacco sulla short list

La procedura per l’individuazione di un esperto in gestione dei fondi europei scatena Vibo democratica e Vibo da vivere. I capigruppo rivolgono un’interrogazione al sindaco: «Chi e perché ha deciso di rifare l’avviso?»
La procedura per l’individuazione di un esperto in gestione dei fondi europei scatena Vibo democratica e Vibo da vivere. I capigruppo rivolgono un’interrogazione al sindaco: «Chi e perché ha deciso di rifare l’avviso?»
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Una short list chiusa e poi riaperta per modificarne i requisiti, rendendoli meno stringenti. Criteri di accesso non «esattamente definiti». Il rilievo sul rischio che le rettifiche apportate possano portare alla soccombenza dell’Ente in un eventuale contenzioso. L’avviso pubblico, emanato dal Comune di Vibo Valentia (in qualità di capofila dell’Ambito territoriale che comprende 15 Comuni) per la creazione di una short list volta all’individuazione di un esperto in fondi regionali ed europei, mette sul chi va là le opposizioni consiliari che, sul punto, hanno stilato un’interrogazione rivolta al sindaco Maria Limardo attraverso la quale si chiedono circostanziati chiarimenti sugli indirizzi politici che hanno orientato le scelte relative al bando e sull’operato dell’Ufficio di piano, guidato dalla dirigente Adriana Teti, che ha gestito la “pratica”.

«L’avviso – spiegano i capigruppo di Vibo Democratica Marco Miceli e di Vibo da vivere Lorenza Scrugli, promotori dell’interrogazione – è stato riaperto due volte, perché si è ritenuto opportuno modificare parzialmente i requisiti richiesti, eliminando l’anzianità minima di sei anni nei campi oggetto degli incarichi, e conseguentemente a detta modifica, i termini per la presentazione delle domande sono stati riaperti concedendo solo sette giorni ai candidati, in possesso dei nuovi requisiti stabiliti, per partecipare».

I proponenti l’interrogazione muovono diversi rilievi su un avviso che «non indica nemmeno a quale albo dovranno essere iscritti i professionisti, il che a monte impedisce di inserire nella short list gente con una formazione specifica, salvo poi prevedere la valutazione, rimessa al libero arbitrio della Pubblica amministrazione, di una serie di titoli». Ancora che «il professionista da individuare dovrà svolgere vari compiti, quali il supporto al Rup nelle attività amministrative e una non ben precisata attività di coordinamento, che confliggono con il mantenimento dell’estraneità all’apparato amministrativo da parte del professionista (uno dei principali requisiti previsti dalla normativa, ndr); l’avviso prevede che la predisposizione della short list avverrà tenendo conto di requisiti culturali ulteriori rispetto alla laurea, quali: conoscenze e competenze dei regolamenti concernenti i fondi Pon, Pac e regionali; conoscenze della normativa nazionale ed europea in materia di sistemi di gestione e controllo, monitoraggio, contratti della Pa; conoscenze delle principali procedure di rendicontazione di programmi e di progetti utilizzati nell’ambito della programmazione comunitaria e nazionale; conoscenze della struttura e dell’organizzazione del Pon Inclusione sociale; conoscenze dei principali pacchetti informatici (elaborazione testi, fogli elettronico, presentazioni, banche dati, internet, posta elettronica), senza specificare né come né da chi gli stessi verranno valutati e senza neppure stabilire se, tra i vari titoli elencati nell’avviso, vi sia un ordine di preferenza».

Sulla base di tali rilievi i consiglieri dei due gruppi di minoranza interrogano il sindaco Limardo «sulla conformità dell’avviso di che trattasi e delle successive “precisazioni” ai principi sanciti dagli art. 51 e 97 Cost., 7 comma 6 D.Lgs. 165/2001, 110, comma 6, D.Lgs 267/2000,  nonché agli art. 2 della L. 241/1990 e 4 del Codice degli Appalti ed alla Circolare n°4/04 del ministro per la Pubblica amministrazione». Quindi si chiedono risposte «sulle scelte politico-amministrative che hanno portato alla rettifica dei precedenti avvisi; se gli avvisi precedenti e la successiva rettifica trovano giusto deliberato da parte dell’assemblea dei sindaci; anche al fine di evitare un’eventuale soccombenza del Comune a fronte di un eventuale contenzioso incardinato da soggetti interessati a svolgere gli incarichi oggetto del presente bando».