Il sindaco di Vibo Valentia Enzo Romeo si schiera al fianco degli agricoltori e degli autotrasportatori impegnati nella protesta contro il caro carburante. Una presa di posizione che arriva proprio nel giorno in cui a Vibo Marina sono tornati i trattori nel tentativo di bloccare nuovamente il transito delle autocisterne dirette ai depositi di Eni e Meridionale Petroli. Un tentativo vanificato dall’intervento massiccio delle forze dell’ordine che sin dalle prime ore della mattina hanno presidiato la zona impedendo un blocco totale.

«Esprimo la mia solidarietà e dell’intera Amministrazione Comunale di Vibo Valentia, agli agricoltori ed autotrasportatori che da più giorni manifestano per un problema ormai ineludibile e con conseguenze devastanti per le famiglie italiane e ancor di più per le famiglie calabresi: il costo dei carburanti ormai senza limiti». È quanto scrive il primo cittadino in un post pubblicato sui social.

Romeo conclude il suo intervento con un messaggio che non lascia dubbi sulla posizione dell'Amministrazione comunale: «La vostra battaglia è la nostra battaglia».

Il nuovo tentativo di blocco a Vibo Marina

Le parole del sindaco arrivano mentre la mobilitazione degli agricoltori continua a interessare uno dei principali snodi della distribuzione dei carburanti in Calabria. Come accennato, questa mattina, lunedì 12 ottobre, i manifestanti sono tornati in azione alle 4, schierando i trattori lungo la strada che conduce ai depositi Eni e Meridionale Petroli di Vibo Marina.

Questa volta, però, hanno trovato un dispositivo di sicurezza rafforzato. Polizia e carabinieri hanno presidiato gli accessi agli impianti, garantendo il transito delle autocisterne attraverso percorsi alternativi. Sul posto anche diversi carri attrezzi, pronti a intervenire per rimuovere eventuali mezzi agricoli utilizzati per impedire la circolazione.

Di fronte alla possibilità di un intervento delle forze dell'ordine, gli agricoltori hanno rinunciato al blocco delle autocisterne, scegliendo comunque di mantenere il presidio nella zona. La protesta, dunque, non si è fermata, ma il nuovo tentativo di interrompere i rifornimenti non ha avuto successo.

Una mobilitazione che dura da giorni

La protesta, promossa dal Movimento agricoltura e territorio (Mta), guidato dall'imprenditore agricolo Matteo Talarico, aveva già interessato nei giorni scorsi lo svincolo autostradale di Pizzo e successivamente gli impianti petroliferi di Vibo Marina.

Il precedente blocco aveva avuto ripercussioni immediate sulla distribuzione del carburante, considerando che dai depositi costieri vibonesi partono le autocisterne destinate a rifornire circa il 60% del territorio calabrese.

A Vibo Valentia e in altri centri della provincia si erano registrate lunghe code ai distributori, con attese fino a 45 minuti e numerose stazioni di servizio rimaste senza benzina o gasolio. In alcuni impianti il prezzo del gasolio aveva raggiunto i 2,40 euro al litro.

Il 6 ottobre gli agricoltori avevano consentito la ripresa dei rifornimenti, trasferendo la mobilitazione nell'area dell'aeroporto di Lamezia Terme. La decisione di tornare a Vibo Marina è maturata nei giorni successivi, in assenza delle risposte concrete sollecitate dai manifestanti.

Al centro delle rivendicazioni restano la riduzione dei costi del gasolio agricolo, una remunerazione adeguata dei prodotti della terra e misure a tutela delle imprese messe in difficoltà dall'aumento dei costi di produzione e trasporto.