Una replica frontale, per chiudere sul nascere le letture di una maggioranza in difficoltà. Il sindaco di Vibo Valentia Enzo Romeo interviene dopo le polemiche nate attorno al dossier dei depositi costieri di Vibo Marina e al mancato sostegno, in Consiglio comunale, all’ordine del giorno urgente proposto dal gruppo Democratici e riformisti. Un passaggio che le opposizioni avevano letto come il segnale di una coalizione incapace di compattarsi su un tema che riguarda sicurezza, salute e futuro della frazione.

Sul tavolo resta il Piano di emergenza esterna per l’impianto Meridionale Petroli, con le ricadute su via Vespucci, destinata nella bozza a diventare corridoio d’emergenza per i mezzi di soccorso, e con l’obiettivo politico della delocalizzazione dei serbatoi, più volte indicato dal Comune come la soluzione strutturale.

La replica del sindaco

Romeo respinge l’ipotesi che il caso abbia aperto una crepa nella coalizione: «Leggo in queste ore ricostruzioni suggestive e fantasiose, da parte di una minoranza, e non solo, che spera apertamente in una crisi dell’amministrazione. È legittimo che l’opposizione faccia opposizione, rientra nelle sue prerogative, ma ciò che viene raccontato è pura fantapolitica».

Il sindaco contesta in particolare la lettura data dalle minoranze sulla tenuta dei numeri in aula: «Quando si parla di “segnali di debolezza”, più che un’analisi sembra emergere un desiderio recondito di chi non ha altri argomenti. Si fa riferimento alla tenuta dei numeri su un tema strategico come quello dei depositi petroliferi, mistificando la realtà: su questa vicenda io e l’amministrazione siamo stati e continuiamo a essere attivi, presenti, determinati».

Il nodo dei depositi e del Piano di emergenza

Il confronto politico si intreccia con la questione dei depositi petroliferi e con le prescrizioni previste dal Piano di emergenza esterna. Un dossier che nelle ultime settimane ha riacceso il dibattito a Vibo Marina, soprattutto per le conseguenze sulla viabilità e sull’accesso all’arenile di via Vespucci.

Romeo rivendica il lavoro portato avanti dall’esecutivo: «Nonostante l’indifferenza e il sostegno solo apparente della minoranza, continuiamo a lavorare sul Piano di Emergenza e sulle soluzioni strutturali, mantenendo rapporti costanti con tutti gli enti competenti e definendo strategie concrete».

Per il sindaco, dunque, le iniziative assunte dai gruppi di maggioranza non vanno lette come segnali di frammentazione: «Qualcuno interpreta le iniziative politiche dei gruppi di maggioranza come segnali di divisione. È esattamente il contrario: è democrazia, è condivisione, è la normale dialettica di una coalizione viva. Parlare di una maggioranza che “si sabota da sola” è semplicemente ridicolo».

«La maggioranza è passata da 20 a 21 consiglieri»

Romeo richiama poi i numeri dell’amministrazione per respingere l’idea di una coalizione in affanno: «Ricordo un dato che evidentemente sfugge: da quando questa amministrazione è nata, la maggioranza è passata da 20 a 21 consiglieri, a differenza di quanto accadeva in altre consiliature dove dopo pochi mesi già si registravano defezioni. Se c’è qualcuno che vive in un mondo parallelo, non siamo certo noi. E di certo non è nel mio stile enfatizzare il lavoro che ritengo vada fatto in silenzio e senza proclami».

Il primo cittadino prova quindi a rassicurare la città: «Ciò che mi preme fare, però, è rassicurare i cittadini: la mia amministrazione sta lavorando con serietà e serenità, pur in mezzo a problemi complessi che quotidianamente stiamo affrontando. Tutto ciò che si legge in queste ore, in merito ad asserite crisi di maggioranza, è solo frutto di strumentalizzazioni politiche e giornalistiche, non di fatti».

Il passaggio su Lo Schiavo

Nella replica trova spazio anche il riferimento ad Antonio Lo Schiavo, indicato dalle opposizioni come una delle voci critiche rispetto alla necessità di rilanciare l’azione amministrativa. Romeo smentisce distanze o fratture: «Leggo anche riferimenti ad Antonio Lo Schiavo. Con lui mi confronto spesso e non mi ha mai rappresentato critiche o prese di distanza. Anche qui, siamo nel campo della fantasia».

La chiusura è ancora rivolta alla minoranza: «Concludo con una riflessione sulla mia maggioranza: noi facciamo del dialogo e del confronto un valore aggiunto, ma nel momento delle decisioni parliamo con una voce sola. Non mi sembra di poter dire lo stesso della minoranza, che con una voce sola sembra parlare solo sulla stampa, mentre nei luoghi preposti - il consiglio comunale - è alquanto sparuta e divisa».