Il Tribunale amministrativo accoglie la richiesta di approfondimento istruttorio avanzata dal candidato sindaco sconfitto Francesco Grillo. Il prefetto di Vibo Valentia dovrà verificare nove schede attribuite alla vincitrice Maria Budriesi e altre due annullate. Nuova udienza il 10 febbraio 2027
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Quattro voti di differenza, undici schede contestate e un risultato elettorale che adesso dovrà essere sottoposto a nuovi accertamenti. A cinque mesi dalle elezioni amministrative di Zaccanopoli, il Tar della Calabria interviene sul contenzioso relativo alla proclamazione della sindaca Maria Budriesi, disponendo una verificazione istruttoria sulle schede oggetto del ricorso presentato dal candidato sconfitto Francesco Grillo, assistito dall'avvocato Giuseppe Carratelli.
L'ordinanza, deliberata dalla prima sezione del Tribunale amministrativo regionale nella camera di consiglio del 21 ottobre 2026, non mette in discussione, almeno per il momento, la validità del risultato elettorale, ma dispone ulteriori accertamenti prima di pronunciarsi sul ricorso. A condurre le verifiche sarà il prefetto di Vibo Valentia, con facoltà di delegare le operazioni, che dovranno svolgersi in contraddittorio tra le parti.
Una vittoria per appena quattro voti
Alle elezioni comunali del 24 e 25 maggio scorsi, la lista «Zaccanopoli Risorge», guidata da Maria Budriesi, aveva ottenuto 237 voti, contro i 233 raccolti dalla lista «Zaccanopoli Bene Comune» del candidato sindaco Francesco Grillo. Uno scarto minimo, sufficiente a determinare la vittoria della prima cittadina e la proclamazione dei consiglieri della sua lista.
Grillo ha successivamente impugnato il verbale delle operazioni elettorali dell'unica sezione del Comune, il verbale di proclamazione degli eletti del 25 maggio e la deliberazione del Consiglio comunale del 10 giugno con cui era stata convalidata l'elezione degli amministratori.
Al centro del ricorso ci sono alcune schede la cui attribuzione o il cui annullamento, secondo le contestazioni avanzate dalla parte ricorrente, richiederebbero una diversa valutazione. Una questione particolarmente delicata considerando che basterebbe una variazione di pochi voti per incidere sul risultato finale.
Le nove schede con le iniziali della sindaca e i due voti annullati
Il primo punto riguarda nove schede attribuite alla lista di Maria Budriesi che, oltre al segno tracciato sul simbolo, presentavano anche indicazioni manoscritte riconducibili alla candidata sindaca: le iniziali «M.B.» oppure la dicitura «M. Budriesi».
Il ricorrente contesta l'attribuzione di questi voti alla lista vincitrice. Proprio su tale circostanza il Tar ha chiesto un accertamento specifico, disponendo che venga verificato quante delle nove schede riportino le sole iniziali e quante, invece, la scritta più estesa. Una distinzione che i giudici ritengono rilevante ai fini della cosiddetta prova di resistenza, vale a dire la verifica della potenziale incidenza delle irregolarità denunciate sull'esito delle elezioni.
Altre due contestazioni riguardano schede annullate durante lo scrutinio. La prima riportava una scritta indicata nel ricorso come «erc» o «erigo», che secondo Grillo sarebbe stata riferibile al candidato consigliere Alessandro Enrico, appartenente alla sua lista. La seconda, invece, presentava un segno su entrambi i simboli delle liste in competizione, accompagnato da una preferenza per Domenico Naccari, candidato consigliere di «Zaccanopoli Bene Comune».
Nel ricorso viene inoltre lamentata la mancata verbalizzazione delle contestazioni che sarebbero state sollevate dal rappresentante di lista durante le operazioni elettorali.
Le verifiche affidate al prefetto di Vibo
Esaminando il ricorso, il Tar ha ritenuto di applicare il criterio del cosiddetto “rigore attenuato” nella valutazione della specificità delle contestazioni, considerando sufficienti gli elementi forniti dalla parte ricorrente per individuare i presunti vizi e le operazioni elettorali da sottoporre ad accertamento.
Da qui la decisione di disporre una verificazione istruttoria, limitata alle circostanze indicate nell'ordinanza. Il verificatore dovrà riesaminare le schede contestate e gli altri documenti utili, svolgendo le operazioni in contraddittorio.
L'attività dovrà essere completata entro 60 giorni dalla comunicazione o notificazione dell'ordinanza. Nei successivi 20 giorni dovranno essere depositati una relazione riassuntiva e la documentazione relativa agli accertamenti effettuati.
La prossima udienza a febbraio 2027
Il Tribunale amministrativo ha rinviato ogni decisione sulle questioni processuali, sul merito del ricorso e sulle spese di giudizio, fissando la successiva udienza pubblica al 10 febbraio 2027.
L'ordinanza è stata deliberata dal collegio composto da Gerardo Mastrandrea, presidente, Nicola Ciconte, estensore, e Cristiano De Giovanni.
Nel procedimento si è costituita la sindaca Maria Budriesi, rappresentata e difesa dall'avvocata Francesca Attinà, mentre il Comune di Zaccanopoli non si è costituito in giudizio.
La partita giudiziaria resta dunque aperta. Saranno gli accertamenti disposti dal Tar a fornire gli elementi necessari per valutare le contestazioni avanzate da Grillo. Per il momento, non c'è alcun annullamento del voto né una modifica del risultato elettorale: l'ordinanza rappresenta un passaggio istruttorio, non una decisione definitiva sulla validità delle elezioni.

