Una locandina pubblicata sui social, il logo del Comune di Vibo Valentia, il brand d’area "Vibo Valentia la città di tutte le epoche" e un evento già annunciato per settembre. Ma, secondo quanto denunciato dalla consigliera comunale di opposizione Carmen Corrado, di Forza Italia, dietro quella manifestazione non ci sarebbero stati gli atti amministrativi necessari né un percorso formalmente definito.

Il caso riguarda l’iniziativa "Vibo Medievale nella città di tutte le epoche", indicata in una locandina diffusa su una pagina social dedicata a mercatini e manifestazioni medievali e prevista dal 21 al 27 settembre 2026. Nell’immagine, secondo la ricostruzione contenuta nella nota diffusa da Corrado, comparivano il logo istituzionale del Comune, il brand d’area della città e, nel testo di accompagnamento, anche numeri di telefono personali e l’indirizzo email dell’ufficio di gabinetto del sindaco.

«Assistiamo giornalmente a una gestione personalistica della cosa pubblica - afferma la consigliera comunale di Forza Italia -, dove fatti e procedimenti amministrativi vengono trattati come se fossimo a casa nostra, ignorando le regole basilari della trasparenza e del rispetto istituzionale».

La questione sollevata in Terza commissione

«Questa mattina in Terza commissione ho sollevato immediatamente una questione pregiudiziale per avere chiarimenti urgenti - spiega l’esponente azzurra -. Ho chiesto se l’evento avesse seguito l’iter corretto: un atto di indirizzo dell’assessore alla Cultura, una regolare delibera di giunta che autorizzasse la manifestazione e una successiva, trasparente manifestazione di interesse pubblica. La risposta? Il silenzio assoluto. Nessuno dei consiglieri di maggioranza ne sapeva nulla».

Per la consigliera di opposizione, proprio l’assenza di risposte in commissione rappresenta il nodo politico e amministrativo del caso. Da qui la richiesta che iniziative di questo tipo, soprattutto quando vengono utilizzati loghi e riferimenti istituzionali, passino attraverso i canali previsti e siano sostenute da atti formali.

Il confronto con gli uffici e la rimozione della locandina

«Viste le mancate risposte della commissione, ho interloquito direttamente con l’ufficio di gabinetto sulla gestione dell’evento - sostiene la consigliera -. Dopo avergli spiegato le regole e le procedure amministrative di base, ha fortunatamente provveduto in modo celere a eliminare la locandina “abusiva”».

La rimozione del materiale pubblicato sui social non chiude però la polemica. Anzi, secondo Corrado il dato politicamente più rilevante sarebbe un altro: il presunto mancato coinvolgimento dell’assessorato competente.

«Il dato più grave e politicamente inaccettabile rimane - aggiunge -: lo stesso assessore alla Cultura, con cui ho da sempre il piacere di confrontarmi in modo costruttivo e democratico, era totalmente all’oscuro di tutto ciò».

L’attacco alla maggioranza Romeo

Nella lettura della consigliera di Forza Italia, l’episodio non sarebbe un semplice incidente di percorso, ma il segnale di un problema più ampio nei rapporti interni alla maggioranza guidata dal sindaco Enzo Romeo.

«Siamo davanti all’amministrazione delle “primogeniture” - afferma Corrado -. Ognuno all’interno della maggioranza Romeo vuole apparire più bravo degli altri, muovendosi in totale autonomia e senza alcuna comunicazione interna».

Il risultato, secondo la consigliera, sarebbe una gestione disordinata delle iniziative pubbliche e dell’immagine istituzionale dell’ente. «Il risultato è un’anarchia amministrativa che fa tornare il Comune indietro di trent’anni. Spero e mi auspico vivamente che simili strafalcioni non si ripetano più in futuro. Vibo Valentia merita serietà, regole certe e trasparenza, non una gestione da salotto privato».