Confronto promosso dai dem sulla legge di iniziativa popolare “Io Firmo - il diritto alla salute”. Al centro carenze di organico, assistenza territoriale, medici di famiglia, liste d’attesa e il ruolo di Azienda Zero: «Doveva migliorare le cose e invece non funziona»
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La sanità pubblica, le carenze di personale e il futuro dell’assistenza territoriale sono stati al centro del confronto promosso nei giorni scorsi dal Partito democratico di Vibo Valentia sulla proposta di legge di iniziativa popolare della Cgil “Io Firmo - il diritto alla salute”, pensata per il rilancio del Servizio sanitario nazionale universalistico e pubblico.
All’iniziativa hanno preso parte Enzo Scalese, segretario generale della Cgil Area Vasta Catanzaro-Crotone-Vibo Valentia, e Rosellina Madeo, consigliera regionale del Pd e vicepresidente della Commissione Sanità del Consiglio regionale, insieme ad altri esponenti del Partito democratico, della Cgil, della società civile e del mondo sanitario.
Dal confronto è emersa una lettura fortemente critica dello stato del sistema sanitario, con particolare attenzione alla Calabria e al territorio vibonese, dove le difficoltà strutturali del comparto si intrecciano con la carenza di medici, infermieri e operatori.
La proposta Cgil per rafforzare il Servizio sanitario nazionale
La proposta di legge sostenuta dalla Cgil punta a rendere effettivo il diritto alla tutela della salute su tutto il territorio nazionale, sottraendo la sanità al campo dell’autonomia differenziata e provando ad arrestare quello che viene indicato come il progressivo declino del Servizio sanitario nazionale.
Tra i punti centrali c’è la richiesta di portare il finanziamento del Fondo sanitario nazionale almeno al 7,5% del Pil, cioè un punto in più rispetto all’attuale livello indicato dai promotori. L’obiettivo è garantire nuove risorse per valorizzare economicamente e professionalmente chi lavora nella sanità e, soprattutto, per avviare un piano di assunzioni a tempo indeterminato.
Secondo il Pd vibonese e la Cgil, infatti, senza nuovo personale non è possibile ridurre le liste d’attesa, assicurare continuità nei servizi, rafforzare la prevenzione e garantire livelli adeguati di assistenza e cura. Il personale, viene evidenziato, resta oggi il vero nodo irrisolto del sistema.
Assistenza territoriale e medici di famiglia
Un altro passaggio centrale riguarda il pieno sviluppo dell’assistenza territoriale prevista dal Dm 77/2022, con Case della Comunità, Ospedali di Comunità e Centrali operative territoriali. Strutture che dovrebbero rendere la sanità più vicina ai cittadini, soprattutto nei territori periferici e nelle aree interne, ma che rischiano di restare contenitori vuoti se non accompagnate da assunzioni e da una programmazione concreta.
In Calabria, viene sottolineato nella nota, i fondi del Pnrr sono stati utilizzati per la costituzione dei nuovi centri di assistenza territoriale. Il problema, però, resta quello del personale. «Manca il personale e la marcia indietro del Governo sui medici di medicina generale aggrava la situazione», sostengono Teresa Esposito, della segreteria provinciale del Pd, e Gernando Marasco, segretario del circolo di Vibo Valentia.
Il tema è particolarmente delicato nel Vibonese, dove la carenza di medici di famiglia è già una realtà avvertita da molte comunità. «Non si può fare medicina di prossimità senza assunzioni, senza accordi vincolanti coi professionisti del territorio, senza un piano di formazione e incentivazione per chi sceglie di lavorare nelle aree interne», evidenziano ancora i rappresentanti dem.
Nel Vibonese personale carente e sistema sotto pressione
La situazione della sanità vibonese viene descritta come particolarmente fragile. Secondo le stime richiamate dal Partito democratico, nel territorio mancherebbe circa il 10% del personale rispetto alla dotazione organica prevista. Una dotazione che, secondo il Pd, sarebbe già insufficiente perché costruita su una logica «meramente economica» e legata al rientro dal disavanzo, indicato in oltre 10 milioni di euro.
«Questo sistema regge a fatica soltanto grazie all’abnegazione e al senso del dovere dei lavoratori - affermano Esposito e Marasco -. Lavoratori che però stanno raggiungendo il limite della sopportazione».
Il nodo del personale si lega così alle liste d’attesa, alla tenuta dei reparti, alla medicina territoriale e all’emergenza-urgenza, con ricadute dirette sui cittadini e sull’effettivo esercizio del diritto alla salute.
Le critiche ad Azienda Zero
Nel documento trova spazio anche una critica al funzionamento di Azienda Zero. L’obiettivo iniziale indicato dal presidente della Regione Roberto Occhiuto, ricordano dal Pd, era quello di centralizzare a livello regionale, snellire e uniformare le procedure dei grandi concorsi pubblici, degli acquisti e della gestione amministrativa.
Secondo i dem vibonesi, però, questo risultato non sarebbe stato raggiunto. Al contrario, nell’ente regionale si sarebbe creato un «ingorgo burocratico», con un raddoppio dei passaggi amministrativi che finirebbe per rallentare proprio le procedure di reclutamento.
A questo si aggiungerebbe la perdita di autonomia delle Asp, che avrebbero oggi minore capacità di rispondere rapidamente alle emergenze organizzative. Il riferimento è alla possibilità di assumere in tempi brevi o di attivare avvisi a tempo determinato di fronte a improvvise carenze di organico o ad altre criticità.
Le proposte in vista della Conferenza dei sindaci
Il Partito democratico annuncia ora l’intenzione di portare il tema dentro il confronto istituzionale, a partire dall’imminente Conferenza dei sindaci dell’Asp di Vibo Valentia. In quella sede, spiegano Esposito e Marasco, saranno discusse alcune delle principali questioni aperte della sanità provinciale: il servizio di emergenza-urgenza 118, le prospettive dell’assistenza territoriale e le criticità complessive del sistema sanitario vibonese.
Il Pd preannuncia inoltre proposte di miglioramento della sanità regionale e provinciale attraverso i propri sindaci e amministratori, insieme a una mobilitazione costante sul territorio.
L’obiettivo dichiarato è sollecitare, ai diversi livelli di governo e presso le istituzioni competenti, provvedimenti tempestivi e adeguati. Per il Partito democratico vibonese, la sanità deve tornare a essere una priorità politica, non solo nella gestione dell’emergenza ma nella costruzione di un sistema pubblico capace di garantire davvero il diritto alla cura.

