«La Regione Calabria ha previsto 14 nuove case di comunità spoke, oltre ad altri ospedali di comunità, ma per Pizzo nulla. Tante volte abbiamo sollecitato l’amministrazione regionale a modificare la scelta fatta per la struttura di Pizzo, individuata come Cot e non come Casa di comunità, e quindi sostanzialmente svuotata di servizi».

È quanto si legge in una nota divulgata dal gruppo consiliare d’opposizione al Comune di Pizzo “Domani è oggi”. «Nel Consiglio comunale aperto - è scritto ancora -, richiesto ed ottenuto dalla nostra minoranza consiliare ormai due anni fa e tenutosi alla presenza dei vertici dell’Asp di Vibo, dei consiglieri regionali di maggioranza e dell’allora presidente della Commissione regionale sanità, ci era stato garantito che la Regione avrebbe riconsiderato la scellerata scelta per la struttura di Pizzo. Eppure, solo aspettative tradite, e la giunta Occhiuto ha dimostrato di infischiarsene delle ragioni ed esigenze di Pizzo, tra i comuni più importanti della regione per la sua storia, cultura, immagine, presenza turistica. Persiste, anzi, nella scelta inspiegabile di distruggere la nostra struttura sanitaria, nata negli anni sessanta come ospedale».

L’opposizione mette nel mirino anche l’Amministrazione comunale. «Rammarica il silenzio anche oggi del sindaco Pititto, silente per non contrariare i suoi tutori politici e chi lo ha portato per mano ad amministrare il paese. La sanità a Pizzo non esiste più (ma a dire il vero non va tanto meglio in tutto il Vibonese) e i cittadini, anche per le esigenze sanitarie più elementari, devono recarsi nella città capoluogo per avere assistenza. E mentre la nostra città vive di feste, balletti e poco altro, i problemi restano tutti irrisolti».