L’incontro, a Soriano, tra il presidente della commissione regionale contro la ‘ndrangheta e il papà della giovane vittima innocente della mafia calabrese
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«Con grande piacere ho accolto l’invito di Martino Ceravolo, papà di Filippo, una delle vittime innocenti della mafia calabrese». Lo ha detto Marco Polimeni, presidente della commissione consiliare contro il fenomeno della ‘ndrangheta, della corruzione e dell’illegalità diffusa.
«Ascoltare dal vivo la testimonianza e il dolore di Martino, incontrarlo a casa sua a Soriano, sentirlo ripercorrere quei tragici momenti, comprendere la tenacia con cui ha portato avanti la lotta per la ricerca della verità, è stata un’esperienza toccante che ha rafforzato in me, in qualità di rappresentante delle istituzioni e di presidente della commissione regionale antimafia, il senso di responsabilità e il dovere di contribuire concretamente nel contrasto alla criminalità, anche supportando persone coraggiose come lui».
Parte centrale dell’incontro, al quale ha partecipato anche il legale di Martino Ceravolo, l’avvocato Michele Gigliotti, è stata ovviamente riservata all’arresto dei presunti autori dell’assassinio di Filippo: «Se lo Stato è riuscito a compiere questa importante operazione a quasi 14 anni di distanza da quella notte di sangue - ha aggiunto Polimeni - significa che è stato compiuto un lavoro certosino ed efficace da magistratura e forze dell’ordine, tanto dalla Procura vibonese guidata fino a poco tempo fa da Camillo Falvo, quanto dalla Dda di Catanzaro che ora è diretta da Salvatore Curcio».
Il consigliere Polimeni ha inoltre auspicato che «la Regione Calabria si costituisca parte civile nel processo che vedrà alla sbarra i presunti killer. Sarebbe un doveroso messaggio contro la mafia, ma anche un segnale importante nei confronti di chi, come Martino Ceravolo, aspetta da 14 anni che sia fatta giustizia nel nome di suo figlio».



