In vista del voto del 22 e 23 marzo 2026 gli azzurri vibonesi si mobilitano a sostegno della separazione delle carriere. Sabato 24 gennaio il primo appuntamento pubblico promosso sul territorio
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In vista del Referendum costituzionale del 22 e 23 marzo 2026, Forza Italia consolida la propria presenza nel territorio di Vibo Valentia con la costituzione ufficiale del Comitato provinciale per il Sì alla riforma della giustizia. L’iniziativa segna l’avvio di una fase organizzativa a sostegno del quesito referendario sulla separazione delle carriere.
La nascita del comitato è avvenuta con il sostegno dell’onorevole Giuseppe Mangialavori, promotore dell’iniziativa sul territorio. Secondo quanto riportato dal partito, l’obiettivo è quello di avviare un percorso di informazione e confronto rivolto all’elettorato in vista dell’appuntamento referendario. Il primo momento pubblico è previsto per sabato 24 gennaio.
La guida politica del fronte referendario locale è affidata a Michele Comito, coordinatore provinciale di Forza Italia, a Carmen Corrado, coordinatrice cittadina di Vibo Valentia, e a Gilda Guerrera, componente della segreteria nazionale di Forza Italia Giovani. Alla presidenza del comitato è stato chiamato l’avvocato Martino Valerio Grillo, mentre la vicepresidenza è stata affidata all’avvocato Domenico Colaci. Il ruolo di tesoriere è ricoperto da Danilo Benedetti.
Intorno alla struttura del comitato opera un gruppo di dirigenti e attivisti locali, tra cui Rossana Caserta, Serena Lo Schiavo, Davide Timpano, Nazzareno Valentino Putrino, Luca Carnovale e Gabriele Vallone. Forza Italia segnala il coinvolgimento dei coordinamenti provinciale, cittadino e giovanile nelle attività di mobilitazione.
Nel presentare l’iniziativa, l’onorevole Giuseppe Mangialavori ha dichiarato: «La costituzione di questo comitato è un impegno concreto verso i cittadini. Vibo Valentia deve essere protagonista di questa battaglia di civiltà». Ha poi aggiunto: «Grazie a una squadra che unisce competenze professionali e partecipazione giovanile, potremo parlare a tutto il territorio. Il lavoro dei coordinamenti sarà determinante per il percorso referendario».

