Il segretario cittadino del partito critica gli equilibri interni alla coalizione e richiama il centrosinistra al mandato ricevuto dagli elettori: «Dovevate rappresentare un'alternativa reale, invece siete concentrati sulle ambizioni personali»
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«Siete stati eletti per risolvere i problemi di Vibo Valentia, non per assecondare le vostre carriere politiche». Gregorio Greco, segretario cittadino di Rifondazione Comunista, si rivolge alla maggioranza che sostiene il sindaco Enzo Romeo con un intervento che arriva nel pieno delle tensioni politiche che attraversano la coalizione di centrosinistra.
Nel mirino di Greco ci sono le lotte interne alla maggioranza, gli equilibri tra le correnti e le ambizioni legate agli incarichi politici, mentre i problemi della città, sostiene, continuano ad attendere risposte.
«Mentre il Comune di Vibo Valentia si blocca per le solite lotte di poltrona tra le varie anime e correnti della maggioranza, a pagare il conto sono, come sempre, i cittadini», esordisce il segretario di Rifondazione Comunista. Che aggiunge: «Assistiamo in questi giorni a uno spettacolo desolante: un Consiglio comunale deserto e un asse politico paralizzato dalle logiche del bilancino, dove l'unica priorità sembra essere il peso di questa o quella corrente per decidere chi debba fare l'assessore o chi debba candidarsi alla presidenza della Provincia».
Il Consiglio deserto e gli equilibri della maggioranza
Il riferimento è anzitutto a quanto accaduto giovedì 29 ottobre, quando il Consiglio comunale è saltato in prima convocazione per l'assenza di tutti i consiglieri della maggioranza, mentre Romeo era regolarmente seduto al banco della giunta. Un episodio che ha alimentato le accuse delle opposizioni sulla tenuta della coalizione. Nella seduta del giorno successivo, tuttavia, il sindaco ha respinto l'ipotesi di una crisi, assicurando che la maggioranza è «unita e compatta» e riconducendo le assenze a problemi di salute di alcuni consiglieri.
Sullo sfondo ci sono anche i movimenti politici all'interno del centrosinistra, con la recente federazione tra Democratici e Riformisti e Liberamente Progressisti, arrivata dopo l'analogo accordo stretto a settembre tra il gruppo guidato da Antonio Console e il Partito democratico. Un riassetto che ha ulteriormente acceso l'attenzione sugli equilibri interni alla coalizione.
«Dovevate rappresentare un'alternativa al centrodestra»
Ma è proprio questa attenzione alle dinamiche di potere che Greco contesta. «Ai vibonesi di questo teatrino non importa nulla. È bene ricordare a chi siede a Palazzo Luigi Razza che questa compagine è stata votata per rappresentare un'alternativa netta e reale al centrodestra, con il mandato preciso di rimboccarsi le maniche e impegnarsi seriamente per il bene comune».
Il segretario cittadino di Rifondazione Comunista richiama quindi l'amministrazione alle responsabilità assunte nei confronti degli elettori. «La nostra città è attanagliata da problemi storici e quotidiani che non hanno bisogno di essere elencati per l'ennesima volta, ma che richiedono con urgenza tutta l'energia, il tempo e la dedizione di chi ha assunto l'onere di governare».
Per Greco, dunque, il nodo non è soltanto la stabilità numerica della maggioranza, ma la capacità della coalizione di mantenere fede al progetto politico con cui si è presentata agli elettori. «C'è una città che soffre e che aspetta risposte, e non può essere ostaggio delle ambizioni personali dei singoli o delle manovre di posizionamento dei gruppi consiliari».
La conclusione è un vero e proprio ultimatum politico, rivolto a chi oggi governa Palazzo Luigi Razza: «Il tempo della pazienza è scaduto: si torni immediatamente a lavorare per i cittadini o si prenda atto del fallimento di questo progetto».


