La caduta dell’amministrazione L’Andolina a Zambrone adesso ha anche il suo sigillo formale. La Prefettura di Vibo Valentia ha sospeso il Consiglio comunale e nominato commissario prefettizio Maria Luisa Greco, viceprefetto aggiunto in servizio a Palazzo Capialbi, in attesa del decreto presidenziale di scioglimento.

Il provvedimento è stato adottato dal prefetto Anna Aurora Colosimo dopo il venir meno delle condizioni per il normale funzionamento degli organi e dei servizi dell’ente, determinato dalle dimissioni contestuali della metà più uno dei consiglieri comunali assegnati. Al commissario sono stati attribuiti tutti i poteri spettanti al Consiglio comunale, al sindaco e alla Giunta.

Si chiude così, sul piano amministrativo, una crisi esplosa nel fine settimana ma maturata da tempo. A firmare le dimissioni sono stati sei consiglieri su undici, tre di maggioranza e tre di opposizione: Maria Carmela Epifanio, Amelia Conca, Fabio Cotroneo, Mariana Iannello, Nicola Grillo e Salvatore Marcello Giannini. Nella lettera sottoscritta davanti al notaio avevano parlato di una situazione «non più tollerabile», accusando L’Andolina di una gestione eccessivamente accentrata e arrivando a definire il suo modo di amministrare «dispotico».

Il passaggio dal notaio e il ritardo nel protocollo

La vicenda ha però avuto una coda politica tutt’altro che marginale. Le dimissioni erano state sottoscritte e autenticate sabato 26 settembre, ma il passaggio decisivo al protocollo comunale è avvenuto solo lunedì 28. Proprio questa finestra temporale ha consentito a Corrado L’Andolina di rimanere formalmente in carica ancora per la giornata di domenica.

Ed è in quelle ore che il presidente uscente della Provincia ha fatto la sua ultima, e politicamente pesantissima, mossa: con il decreto numero 9 ha revocato Nico Console dalla vicepresidenza di Palazzo ex Enel e, con il successivo decreto numero 10, ha nominato al suo posto Franco Barbalace, vicesindaco di Spilinga e unico consigliere provinciale eletto nel 2025 fuori dal blocco di centrosinistra.

La tempistica ha trasformato un passaggio amministrativo in un caso politico. Solo con la formalizzazione delle dimissioni comunali, infatti, si è prodotta la cessazione dalla carica di sindaco e quindi la conseguente decadenza di L’Andolina anche dalla presidenza della Provincia, ruolo che la legge Delrio consente di ricoprire soltanto a chi mantiene la carica di sindaco.

La fine del secondo mandato

L’Andolina lascia così il Comune con circa un anno di anticipo rispetto alla scadenza naturale del secondo mandato consecutivo. La crisi di settembre rappresenta l’epilogo di una stagione politica già attraversata da forti tensioni interne.

Un precedente tentativo di far cadere l’amministrazione era infatti maturato già nel 2025, quando sei consiglieri erano pronti alle dimissioni. In quell’occasione fu proprio Salvatore Marcello Giannini, presidente del Consiglio comunale, a fare un passo indietro all’ultimo momento, consentendo a L’Andolina di restare in sella. Questa volta, invece, Giannini figura tra i firmatari delle dimissioni che hanno prodotto lo scioglimento.

La Prefettura, dunque, prende oggi formalmente atto di una situazione già politicamente irreversibile e apre la fase del commissariamento. Maria Luisa Greco guiderà il Comune con i poteri di sindaco, Giunta e Consiglio fino ai successivi adempimenti e, quindi, alla prima finestra elettorale utile.

Per Zambrone si chiude così l’era L’Andolina. Ma gli effetti della caduta continuano a riverberarsi ben oltre il municipio. La partita politica più delicata si è ormai spostata a Palazzo ex Enel, dove la nomina di Barbalace ha già ridisegnato gli equilibri in vista della fase di transizione e delle prossime elezioni provinciali.