Il “baratto amministrativo”: grande opportunità o esenzione mascherata?

L’articolo 24 della legge 164 del 2014 che prevede “Misure di agevolazione della partecipazione delle comunità locali in materia di tutela e valorizzazione del territorio”

L’articolo 24 della legge 164 del 2014 che prevede “Misure di agevolazione della partecipazione delle comunità locali in materia di tutela e valorizzazione del territorio”

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viene in aiuto di tutti i cittadini che non riescono a versare le tasse alle amministrazioni comunali di appartenenza e stabilisce che i soggetti che hanno debiti col fisco o sono impossibilitati a pagare i tributi possono regolarizzare la loro posizione dando in cambio le proprie ore lavorative.

Il baratto amministrativo è uno strumento introdotto dal decreto Sblocca Italia, che offre la possibilità ai cittadini in difficoltà di poter saldare i propri debiti con il fisco, mettendosi a disposizione del Comune per eseguire lavori socialmente utili. Attualmente sono molti i Comuni che stanno valutando tale possibilità.

La norma ha previsto che i Comuni possano accettare, previa delibera di adozione di uno specifico regolamento che definisca i criteri e le condizioni, la realizzazione di interventi di riqualificazione del territorio, proposti da singoli cittadini o cittadini associati.

L’esenzione dal pagamento delle tasse locali grazie al baratto, può essere concessa solo per un periodo di tempo limitato, a seconda del tipo di tributo da pagare e dell’attività di lavoro socialmente utile, criteri questi che devono essere decise direttamente dal Comune.

Come funziona il baratto fiscale? Per prima cosa il cittadino deve comprovare lo stato di disagio economico, deve avere tributi locali scaduti, deve fare richiesta al comune, per farsi accettare il baratto amministrativo, e cioè il consenso a poter pagare le tasse dovute, attraverso lo svolgimento di un’attività socialmente utile.

L’approvazione di un Regolamento per il Baratto amministrativo 2015. I Comuni che intendono prevedere il nuovo strumento che consente di pagare le tasse con il proprio lavoro, devono varare specifica delibera d approvazione di un regolamento che vada a definire l’ambito di applicazione della norma ed i criteri fissati. In base a tale regolamento, i cittadini possono proporre al Comune un progetto di pubblica utilità, e di sottrarre il suddetto impegno e lavoro dal debito tributario dovuto nei confronti del Municipio.

I requisiti per usufruire del baratto amministrativo 2015. In linea di massima, salvo possibilità dei Comuni di regolamentare la situazione nei limiti della legge, sono: un debito non superiore a 5000 euro, essere residenti maggiorenni nel Comune, avere un Isee non superiore a 8.500 euro, che i debiti siano tributi comunali iscritti a ruolo non ancora pagati. I Comuni che vogliono usufruire della norma devono solo definire, attraverso una delibera, i criteri e le condizioni per la riqualificazione del territorio. Una volta emanata la delibera, i cittadini possono barattare parte della somma dei tributi da versare lavorando per riqualificare le zone urbane.

I vantaggi ed i rischi connessi. I vantaggi del baratto amministrativo sono ovviamente molti, sia per le amministrazioni comunali che per i cittadini in difficoltà, ma i principali sono il risparmio di liquidità e la possibilità di pagare i tributi anche nei momenti di seria difficoltà economica. I comuni, infatti, possono usufruire di lavori di manutenzione e di valorizzazione del territorio che, per mancanza di risorse dovute ai tagli dei finanziamenti, sarebbero impossibili da effettuare; i cittadini ottengono sgravi o esenzioni fiscali dal proprio impegno.

La legge, quindi, interviene per dare un sostegno a tutti coloro che hanno difficoltà economiche o che hanno perso il lavoro e utilizza un principio antico, ma sempre molto valido quando si vuole risparmiare liquidità o quando addirittura manca. Pensiamo infatti ai pensionati con assegno sociale o con una pensione minima, ai giovani che a causa della crisi economica e occupazionale hanno perso il lavoro o sono in cassa integrazione, in mobilità o in disoccupazione e che non riescono a far fronte al pagamento dell’affitto o dell’Imu, attraverso il baratto amministrativo, si consentirebbe loro di saldare il proprio debito attraverso lo svolgimento di lavori socialmente utili. Iniziative queste, che potrebbero far nascere una nuova epoca tra fisco e contribuente, più orientato al venirsi incontro e cercare nuove soluzioni, che fatto di solleciti e cartelle di pagamento.

I rischi connessi all’applicazione pratica del baratto sono strettamente legati alle modalità esecutive. In particolare sarà essenziale la predeterminazione dei criteri operata dai Comuni al fine di evitare che vi siano differenze tra le persone che aderiscono in base alla vicinanza politica o meno. Sarà importante predeterminare un valore alla prestazione fornita dai cittadini in base al servizio espletato, e sarà altrettanto essenziale effettuare una puntuale verifica sull’effettivo espletamento della prestazione. In mancanza si corre il serio rischio che in molti verranno esentati di fatto dal pagamento dei tributi, senza fornire un effettivo servizio in cambio, a danno dei cittadini onesti che pagano le imposte.