Riflettori accesi a Vibo Valentia sul gioco d’azzardo patologico, un fenomeno in crescita che, secondo i dati sanitari, colpisce sempre più giovani.

Un fenomeno in crescita, che coinvolge sempre più giovani e che produce pesanti ricadute sociali e familiari. La ludopatia torna al centro del dibattito con l’evento formativo “La vita in gioco”, promosso dal comitato scientifico del progetto dedicato al contrasto del gioco d’azzardo patologico (Gap) e ospitato a Vibo Valentia. Un momento di confronto tra istituzioni sanitarie, operatori del settore e terzo settore, con l’obiettivo di fare il punto su prevenzione, cura e strategie di contrasto.

A ribadire la gravità del fenomeno è stato il commissario straordinario dell’Asp di Vibo, Gianfranco Tomao, che ha sottolineato come l’iniziativa rientri tra le azioni messe in campo per mantenere alta l’attenzione su una problematica sempre più

diffusa. «Il gioco d’azzardo patologico costituisce un problema gravissimo anche per le famiglie e la società, con costi sociali particolarmente rilevanti ed è un fenomeno molto difficile da contrastare», ha spiegato. Secondo Tomao, la risposta deve essere necessariamente corale: «Serve una sinergia tra tutte le istituzioni. Oggi emerge soprattutto l’aspetto sanitario e clinico, ma non vanno dimenticati la prevenzione e la repressione. Fondamentale è il ruolo delle prefetture, delle forze

dell’ordine, del terzo settore e delle scuole, perché la formazione dei giovani è decisiva».

Sul fronte dell’impegno dell’Azienda sanitaria si è soffermato anche il direttore amministrativo dell’Asp Vittorio Sestito: «L’obiettivo non è soltanto intercettare

finanziamenti per realizzare un progetto, ma dare a queste attività un valore nel tempo».

Uno dei temi più rilevanti emersi durante il convegno riguarda il rafforzamento dei servizi di salute mentale. Il direttore sanitario dell’Asp, Ilario Lazzaro, ha evidenziato come il gioco d’azzardo patologico sia ormai una vera e propria patologia e come il fenomeno abbia assunto dimensioni preoccupanti soprattutto dopo la pandemia. «Dai dati dell’Istituto superiore di sanità la cosa più drammatica

riguarda la fascia d’età: tra i 13 e i 17 anni il problema è fortemente presente, ma interessa anche molti adulti». Per affrontarlo, ha spiegato, è necessario «un patto di alleanza forte tra istituzioni, famiglie e scuola».

Lazzaro ha poi richiamato l’attenzione su un nodo strutturale della sanità vibonese: la riapertura del Servizio psichiatrico di diagnosi e cura allo Ospedale Jazzolino: «La vera sfida è rafforzare la psichiatria territoriale ma anche ridare

alla provincia un reparto ospedaliero attivo h24. Oggi molte famiglie sono costrette a spostarsi fuori dal territorio per trovare assistenza».

Per raggiungere questo obiettivo l’Asp punta a un potenziamento dell’organico. «Attualmente abbiamo quattro psichiatri e un direttore facente funzione – ha spiegato – ma per garantire la copertura h24 servono nuove unità. Siamo già in itinere con le procedure e con il concorso per il direttore di struttura complessa».

Dal territorio arriva intanto la testimonianza di chi lavora direttamente con le persone affette da dipendenza. Antonella Rotella, psicologa e vicepresidente della comunità terapeutica Gruppo Maranathà, ha parlato di un fenomeno in aumento e ancora troppo sottostimato. «Chi arriva ai servizi è quasi un “fortunato”, perché trova il coraggio di chiedere aiuto. In Calabria ogni provincia ha almeno una struttura dedicata: nella provincia di Vibo la comunità residenziale è il Maranathà, che accoglie persone con disturbo da gioco d’azzardo patologico spesso associato ad altre dipendenze o disturbi psichiatrici».

La struttura può ospitare quattro persone alla volta, ma nel corso dell’anno il numero dei beneficiari varia in base alla durata dei percorsi riabilitativi. «Si può uscire dalla dipendenza – ha concluso Rotella – ma servono più fattori insieme: il supporto terapeutico, la rete dei servizi e il sostegno della famiglia. Il problema è che viviamo

in un ambiente che favorisce il gioco, tra sale slot e piattaforme online».