Sanità vibonese, sindacati in pressing: «Situazione drammatica, servono azioni adeguate»

Sollecitata la convocazione della Conferenza dei sindaci e ravvisati i rischi legati alla fuoruscita di personale per Quota 100

Sollecitata la convocazione della Conferenza dei sindaci e ravvisati i rischi legati alla fuoruscita di personale per Quota 100

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«I ritardi che potrebbero verificarsi con il grave e conseguente blocco delle assunzioni contengono, a nostro avviso, un approccio ragionieristico che, pur avendo la sua validità, non può essere preminente rispetto alla cronica carenza di personale che si è determinata nel corso di questi anni. Nel territorio vibonese c’è un’emergenza molto seria e drammatica che riguarda sia l’esigibilità dei presidi e delle strutture, sia la carenza cronica di personale, che compromettono l’affermazione dei Lea con ricadute pesantissime sulla salute dei cittadini che non possono usufruire di servizi e prestazioni degni di un paese civile». È quanto riferisce in una nota la triplice sindacale composta da Cgil, Cisl e Uil. «La situazione – scrivono i referenti territoriali Raffaele Mammoliti, Francesco Mingrone e Pasquale Barbalaco – è tale da costringere i cittadini ad emigrare fuori regione per ottenere risposte di salute, oltre che a pagare i balzelli più alti d’Italia. Tale situazione richiede un maggiore coinvolgimento da parte di chi possiede responsabilità di governo e di decisione con il territorio, con la Conferenza dei sindaci che, pur avendo un importante ruolo di indirizzo e proposta, non viene appositamente convocata con le organizzazioni sindacali, con le associazioni ed i cittadini. Percorsi di trasparenza e vero coinvolgimento, questi, che potrebbero soltanto rafforzare la validità e l’efficacia di una grande operazione strategica fondamentale per mettere in asse la Sanità dell’intero territorio e non solo». 

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Ancora i sindacati ricordano che «nelle settimane scorse abbiamo lanciato un grido di allarme incontrando l’ex commissario dell’Asp e il Comitato di rappresentanza dei sindaci che, ad oggi, non ha ancora convocato la Conferenza dei sindaci per assumere collettivamente percorsi e azioni utili a scongiurare il pericolo che rischia di abbattersi sull’intero territorio vibonese con la conseguente chiusura delle strutture ospedaliere e la tenuta del sistema sanitario pubblico a seguito delle fuoruscite per raggiunti limiti di età e/o anzianità contributiva e quota 100. Se a tale situazione aggiungiamo le precedenti autorizzazioni di assunzioni non evase completamente riteniamo di poter affermare che la situazione è talmente drammatica che per coprire queste carenze ci sia bisogno di contrattualizzare i precari, di ricorrere anche alle graduatorie valide e espletare nuovi concorsi». Quindi l’annuncio: «Giovedì 9 maggio saremo all’iniziativa unitaria delle organizzazioni sindacali che si terrà alla Cittadella per decidere il da farsi. A ricaduta animeremo nel territorio un confronto utile con tutti gli attori politico-istituzionali per continuare il percorso intrapreso mettendo in campo azioni e iniziative adeguate con il solo intento di favorire la garanzia di accesso in tempi certi ai servizi e prestazioni di qualità stabiliti nei Lea, e favorire l’integrazione dell’attività ospedaliera con l’attività territoriale. In questo senso, poi, sarebbe anche auspicabile che i candidati a sindaco del Comune capoluogo di provincia assumessero impegni precisi per assolvere e declinare adeguatamente alla responsabilità che sta in capo alla funzione come prima autorità sanitaria».

Inoltre questa mattina, nella sede centrale dell’Asp di Vibo Valentia, alla presenza del legale rappresentante dell’Ente, Elisabetta Tripodi, delle rappresentanze sindacali di Cgil, Cisl, Uil, Fials e Nursing-Up e delle Rsu, è stata firmata l’ipotesi di contratto decentrato integrativo del comparto sanità, per il quadro normativo 2018-2019 e per il quadro economico 2019. Nelle prossime settimane, verificata la compatibilità degli oneri finanziari, si procederà alla ratifica del pre-accordo.