mercoledì,Agosto 10 2022

La sanità vibonese che non funziona, infermiera dell’ospedale di Serra scrive ad Occhiuto

Tempi record per visite importanti con i sanitari che cercano di fare di tutto per anticipare gli esami e non far sborsare ai pazienti fior di denari per rivolgersi a strutture private. Ecco la missiva inviata al presidente della giunta regionale

La sanità vibonese che non funziona, infermiera dell’ospedale di Serra scrive ad Occhiuto
Foto di repertorio e nel riquadro Roberto Occhiuto
L'ospedale di Serra San Bruno

Dall’infermiera professionale, Margherita Chiaravalloti, in servizio all’ospedale di Serra San Bruno riceviamo e pubblichiamo una missiva indirizzata al presidente della Giunta della Regione Calabria, Roberto Occhiuto, che ben fotografa lo stato della sanità vibonese e calabrese al netto di chiacchiere, propaganda e slogan politici:

“Al commissario alla Sanità della Regione Calabria, On.le Roberto Occhiuto,
Chi Le scrive è un’infermiera professionale che presta servizio presso gli ambulatori del P.O. di Serra San Bruno. Mi preme farle presente che sono affetta da fibromialgia. Quotidianamente le esigenze, così come il numero di pazienti che necessitano di visite ambulatoriali, di controllo, di screening (spesso salvavita) è sempre più alto. E’ ormai prassi consolidata la richiesta di anticipo di visite da parte dell’utenza, visto e considerato che le prenotazioni per le stesse vengono fissate a date che superano i due anni. Questo comporta per le persone che si trovano a dover attendere tanto per poter effettuare una visita a doversi rivolgere a studi privati con costi non sempre sostenibili, soprattutto per le fasce meno abbienti, tant’è che, spesso, sono costrette a rinunciare ai controlli.  Questa situazione si riflette anche sulla salute del personale sanitario che fa di tutto per anticipare le visite, laddove è possibile, sobbarcandosi di un surplus di lavoro che, nel mio caso, mi porta a peggiorare la mia già precaria condizione di salute.

Ho preso spunto per questa mia lettera dall’ennesima richiesta pervenutami, e che allego alla presente, da una giovane mamma che disperata si è rivolta a me per cercare di anticipare delle visite. Mi chiedo perché, ancora ad oggi, vista la carenza di personale sanitario non si riesce a portare avanti delle regolari assunzioni cadenzate in virtù di pensionamenti già programmati o del sopravvenire di patologie che impediscono al personale in servizio di poter svolgere la propria attività, con la conseguente chiusura o ridimensionamento dell’attività ambulatoriale fondamentale ai fini della prevenzione e cura. L’accumulo e relativi ritardi delle visite, oltre alla mancanza di personale, è anche dovuto ad una inesistente programmazione da parte delle strutture che seguono pazienti con patologie importanti le quali dovrebbero farsi carico della prenotazione ed esecuzione degli esami necessari per le visite di controllo programmate e non costringere i pazienti a peregrinare, spesso anche in altre regioni, per cercare delle risposte che, nell’attuale situazione, tarderebbero ad arrivare. Mi auguro che vengano presi provvedimenti celeri per garantire il diritto alla salute per tutti i cittadini e che situazioni analoghe a quella della signora rimangano soltanto un brutto ricordo”.

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