Dalla guida provinciale la richiesta di un immediato ripristino dell'attività con l'aumento del personale: «Il diritto alla cura non può essere sacrificato»
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La crisi della sanità vibonese e, in particolare, la sospensione del servizio ambulatoriale di Neurologia sta provocando notevoli disagi alle persone alle prese con la sclerosi multipla. A denunciarlo è il presidente della sezione provinciale Aism, Sania Pagano, il quale oggi sente il dovere morale e civico di portare all'attenzione dell'opinione pubblica e delle istituzioni «una situazione che, se non affrontata con urgenza, rischia di compromettere seriamente il diritto alla salute delle persone con patologie neurologiche del territorio. L'ambulatorio di Neurologia - spiega - rappresenta un presidio fondamentale per centinaia di cittadini, in particolare per le persone con SM e altre patologie neurologiche croniche, che necessitano di continuità assistenziale , monitoraggi costanti, risposte tempestive e competenze altamente specialistiche. Un servizio che non può essere considerato accessorio, ma strutturalmente essenziale. È doveroso, tuttavia, riconoscere e sottolineare come il reparto di Neurologia, pur operando con risorse umane fortemente limitate, continua a dimostrare grande professionalità, dedizione e senso di responsabilità. Medici e operatori sanitari si adoperano quotidianamente con impegno e spirito di sacrificio per garantire assistenza, spesso andando oltre le proprie possibilità operative. Questo sforzo merita rispetto, tutela e supporto concreto».

La presidente Aism sottolinea, poi, la collaborazione costante, corretta e costruttiva che l'associazione da anni intrattiene con tale reparto, sinergia fondata «sul dialogo, sulla cooperazione e sulla condivisione di obiettivi comuni: migliorare la qualità della presa in carico delle persone con sm e delle loro famiglie, che ha prodotto risultati importanti , nonostante le criticità strutturali. Oggi però - prosegue - la situazione ha raggiunto un punto di forte criticità. Due medici neurologi sono andati in pensione, riducendo ulteriormente un organico già insufficiente. Questa carenza sta determinando difficoltà evidenti nel rispondere alle esigenze dell'utenza: allungamento dei tempi di attesa, sovraccarico del personale in servizio, rischio concreto di interruzione o riduzione dell'offerta ambulatoriale. A questo quadro si aggiunge una grave e persistente carenza di personale infermieristico. Ad oggi, infatti, il servizio riesce a garantire risposte di elevata qualità ai bisogni delle persone con sm solo grazie alla straordinaria dedizione e professionalità di un'unica infermiera, che rappresenta un presidio insostituibile per il funzionamento del Centro, che attualmente segue oltre 200 persone. Una condizione che, tuttavia, non può essere sostenuta nel tempo».
Partendo da questi dati, il presidente Pagano sottolinea a questo punto l'urgenza di destinare nuovi infermieri al Centro, anche perché in assenza di tale intervento «pura la somministrazione delle terapie modificanti la malattia, in particolare le cosiddette terapie di seconda linea, rischiando seriamente di non poter più essere garantita a Vibo Valentia».
Un fattore che, inevitabilmente, «comporterebbe la necessità, per i pazienti, di spostarsi fuori provincia, qualora possibile, con un aggravio significativo in termini di disagi, costi e carico emotivo per soggetti già fragili. Le persone con tali patologie - rimarca - non possono attendere. La malattia non va in pausa, i bisogni di cura non si sospendono, le fragilità aumentano quando il sistema non riesce a garantire risposte adeguate. Per queste ragioni, come presidente Aism, chiedo con forza un immediato e chiaro riscontro da parte dell'Azienda sanitaria provinciale di Vibo Valentia, con cui negli anni si è sempre mantenuto un rapporto improntato al confronto e alla responsabilità istituzionale. È necessario conoscere quali azioni urgenti si intendono intraprendere per il potenziamento del servizio di Neurologia - conclude - a partire dal ripristino e dal rafforzamento dell'organico medico, condizione indispensabile per garantire un'assistenza dignitosa e continuativa. Investire in Neurologia significa investire in diritti, prevenzione, qualità della vita e dignità delle persone. Non si tratta di una richiesta corporativa o associativa, ma di una legittima rivendicazione di salute pubblica. Oggi più che mai è necessario che le istituzioni sanitarie dimostrino di essere realmente al fianco dei cittadini più fragili. Il diritto alla cura non può e non deve essere sacrificato».

