È rientrata, almeno per il momento, la protesta dei dializzati che questa mattina si sono presentati all'ospedale di Tropea per la seduta di Dialisi ma non hanno trovato il medico.

La sanità ci porta a Tropea dove proseguono i disagi per i dializzati. Questa mattina Una decina di pazienti ha dovuto attendere per ore prima dell’arrivo di un medico da Vibo Valentia. Sul posto sono intervenuti anche i carabinieri.

Sul posto sono intervenuti i carabinieri. Poco dopo il loro intervento l'arrivo di un nefrologo giunto dall'ospedale di Vibo Valentia.

I pazienti hanno atteso tre ore insieme ai loro familiari. Era già successo pochi giorni fa a Nicotera. In quel caso chi doveva fare la dialisi è stato dirottato proprio a Tropea tra forti disagi e stress.

Il problema si ripresenterà. Pensionamenti e malattie hanno ridotto l'organico. Sarebbero solo 4 i medici in servizio all'Asp di Vibo che si devono dividere tra Vibo, Serra San Bruno, Nicotera e Tropea.

Per tamponare l'emergenza l'Asp ha indetto un bando per il reclutamento di due medici, ma non basteranno a coprire i turni.

A Tropea non è presente un nefrologo titolare stabilmente in servizio. La copertura viene garantita facendo arrivare i medici dall’ospedale di Vibo Valentia, sede dell’Unità operativa di Nefrologia e Dialisi.

Una situazione resa ancora più delicata dal fatto che il centro di Tropea non assiste soltanto i pazienti residenti. Durante la stagione estiva la struttura accoglie anche persone in vacanza nel Vibonese che necessitano della dialisi, garantendo loro la possibilità di proseguire le terapie durante il soggiorno.

A vivere sulla propria pelle le conseguenze di questa situazione sono soprattutto i pazienti e le loro famiglie. Questa mattina da Pizzo è arrivato anche Francesco, padre di un ragazzo costretto da un anno a sottoporsi alla dialisi.

Francesco ha donato un rene al figlio quando era ancora piccolo. Nel corso degli anni il ragazzo ha dovuto affrontare altri trapianti e oggi, a 44 anni, continua a sottoporsi alla dialisi. Il padre lo accompagna tre volte alla settimana e questa mattina era con lui a Tropea.

«Siamo arrivati come al solito alle sette del mattino – racconta – e ci hanno detto che mancava il dottore. Non sapevano nemmeno gli infermieri cosa fosse successo. Abbiamo chiamato i carabinieri e poco dopo è arrivato il medico».

Il timore è che una situazione simile possa ripetersi: «Speriamo di no, ma se la situazione è questa, senz'altro succederà di nuovo». Poi la voce cambia. Alla domanda su cosa chiedano i pazienti, Francesco si ferma, sospira e fatica a trattenere le lacrime. «Veniamo qui per un problema di salute. Queste cose non dovrebbero succedere».

Accanto a lui c'è Saverio, per quarant'anni autista di ambulanze. «Io dico solo che i dirigenti dell'Azienda sanitaria di Vibo Valentia e il presidente della Regione Calabria devono alzare il culo dalla poltrona, perché qui è in gioco la nostra vita. Noi combattiamo per la nostra vita».