L'ospedale di Serra San Bruno è diventato il punto di partenza della mobilitazione promossa dalla Cgil Area Vasta Catanzaro-Crotone-Vibo Valentia nell'ambito della campagna nazionale a sostegno di due proposte di legge di iniziativa popolare dedicate al rilancio della sanità pubblica e alla tutela dei diritti dei lavoratori negli appalti.

La scelta del presidio ospedaliero non è stata casuale. Il sindacato ha voluto accendere i riflettori sulle criticità che interessano le aree interne della Calabria, indicando proprio Serra San Bruno come uno dei luoghi simbolo delle difficoltà vissute quotidianamente da cittadini e operatori sanitari.

Nel corso della mattinata sono state raccolte numerose firme a sostegno delle due iniziative legislative. Tra i firmatari figurano il sindaco di Serra San Bruno, Alfredo Barillari, il sindaco di Spadola, Antonio Maria Rosso, il sindaco di San Nicola da Crissa, Giuseppe Condello, il presidente del Comitato San Bruno, Rocco La Rizza, il presidente provinciale dell'Auser di Vibo Valentia, oltre a numerosi cittadini.

A spiegare le ragioni della mobilitazione è stato il segretario generale della Cgil Area Vasta Catanzaro-Crotone-Vibo Valentia, Enzo Scalese, affiancato dalla segretaria confederale con delega alla sicurezza sul lavoro, alle politiche di welfare e alla tutela dei diritti sociali e previdenziali.

«Abbiamo voluto iniziare da questi territori, dalle aree interne, perché riteniamo che ci sia la necessità di potenziare innanzitutto le infrastrutture sanitarie e il personale, che continua a essere insufficiente», ha affermato Scalese. «In molti presìdi mancano operatori e questo finisce per lasciare scoperti servizi essenziali. La nostra proposta ha trovato un sostegno importante: hanno firmato tanti cittadini e anche il sindaco di Serra San Bruno».

La prima proposta di legge, promossa dal Comitato per il rilancio del Servizio sanitario nazionale, punta a rafforzare la sanità pubblica, incrementando gli investimenti e rilanciando il principio del diritto universale alla salute, con l'obiettivo di garantire servizi più efficienti e accessibili.

La seconda iniziativa, intitolata «I diritti non si appaltano – Stesso lavoro, stesso contratto», riguarda invece il settore degli appalti e mira a garantire l'applicazione dello stesso contratto ai lavoratori impegnati nelle medesime attività, contrastando il dumping contrattuale, la precarietà e le disparità di trattamento.

Per la Cgil, la scelta di Serra San Bruno assume un forte valore simbolico. L'ospedale rappresenta una delle realtà che meglio raccontano le difficoltà della sanità nelle aree interne calabresi, dove il potenziamento dei servizi, delle infrastrutture e degli organici viene considerato una priorità non più rinviabile.