Mancano medici e infermieri, ospedali sempre meno a misura anziani. Il report della Federazione delle associazioni dei dirigenti ospedalieri internisti
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Gli italiani invecchiano sempre di più e cresce la domanda di cure e assistenza, ma gli ospedali faticano a essere adeguati alle esigenze degli over 70. Oggi, il 77% dei ricoverati ha più di 70 anni e presenta più di quattro patologie croniche concomitanti. I reparti di Medicina interna sono i più indicati per la loro gestione, ma soffrono di carenze significative: manca un medico o un infermiere su cinque, metà dei reparti è in overbooking e due pazienti su tre subiscono il cosiddetto boarding nei pronto soccorso, trascorrendo ore o addirittura giorni in lettiga in attesa di un letto disponibile.
È quanto emerge da una nuova indagine della Federazione delle associazioni dei dirigenti ospedalieri internisti (Fadoi), che ha analizzato 269 dipartimenti ospedalieri di Medicina interna.
Questi reparti, afferma Fadoi, sono sempre più in overbooking per carenza di letti, personale e dotazioni tecnologiche. Colpa di una loro obsoleta classificazione come reparti 'a bassa intensità di cura', quando la realtà odierna dice che proprio per l'età e la presenza di più patologie concomitanti oltre la metà dei ricoverati nelle medicine interne (il 50,9%) richiede invece una medio-alta intensità di cura. Essere considerati a bassa intensità di cura significa però avere diritto a meno personale, un minor numero di letti e di strumentazioni, e questo, avverte Fadoi, implica inevitabilmente un danno per i pazienti.
Reparti di medicina interna, Calabria maglia nera
Una delle situazioni meno pesanti è quella della Toscana, almeno per quanto riguarda l'overbooking che è ad un tasso del 17%, contro il 100% della Calabria ed il 78% della Sicilia.
In Calabria i reparti di Medicina interna si confermano presidio centrale per la gestione degli anziani fragili, ma operano in condizioni di estrema pressione. La Federazione delle associazioni dei dirigenti ospedalieri internisti evidenzia una combinazione critica di alta complessità clinica, cronica carenza di personale e saturazione strutturale dei posti letto.
In questi reparti, secondo l'indagine, oltre il 70% dei ricoverati ha più di 70 anni e presenta in media 3 comorbidità. La maggior parte degli internisti ospedalieri ritiene che questi pazienti richiedano livelli di cura medio alti o alti, a conferma della crescente intensità assistenziale richiesta.
A fronte di questa complessità clinica, le Medicine interne continuano spesso ad essere classificate come reparti a bassa intensità assistenziale, con ricadute dirette su personale e dotazioni. La carenza stimata raggiunge il 30% tra i medici e il 21% tra gli infermieri, con ricadute dirette sull'organizzazione del lavoro e sulla qualità dell'assistenza.
Il tasso medio di occupazione dei posti letto è oltre il 100%, con overbooking in tutti i reparti. Altrettanto allarmante il fenomeno del boarding in Pronto soccorso - cioè il tempo di permanenza prolungato a causa della mancanza di letti in reparto anche in questo caso l'indice è del 100% - segno di una pressione costante che coinvolge l'intero sistema ospedaliero.
Secondo Fadoi, in media il 30% dei ricoveri potrebbe essere evitato con una migliore presa in carico territoriale. Inoltre, il 26% dei posti letto è occupato impropriamente da pazienti non dimissibili per assenza di adeguate risposte socio assistenziali. Per gli internisti, una riclassificazione delle Medicine interne a medio alta intensità di cura rappresenterebbe un passaggio fondamentale per affrontare le criticità attuali.
L'indagine rilancia dunque «la necessità di rafforzare il territorio e di riconoscere formalmente l'elevata intensità di cura richiesta oggi alle Medicine interne calabresi, per garantire appropriatezza organizzativa, sicurezza e qualità dell'assistenza».
Medicina interna, i dati regionali
Questi alcuni dei dati regionali che emergono dall'indagine: Sicilia 78% overbooking, boarding 94%; Lombardia 41% overbooking, boarding 88%; Puglia 47% overbooking, boarding 88%; Basilicata 33% overbooking; Calabria 100% overbooking, boarding 100%; FVG overbooking 33%; Emilia Romagna 48% overbooking, 81% boarding; Campania. 50% overbooking, 81% boarding; Marche 59% overbooking, 86% boarding; Umbria 60% overbooking, boarding oltre 50%; Abruzzo 75% overbooking, boarding 100%; Toscana 17% overbooking, boarding 61%; Sardegna 83% overbooking, boarding 83%; Veneto 41% overbooking, boarding 65%; Piemonte 50% overbooking; Trentino 50% overbooking; Lazio 50% overbooking, boarding 83%; Liguria 50% overboking, boarding oltre 50%; Molise oltre 50% overbooking.

