Tropea torna a mobilitarsi per la difesa della sanità pubblica. Il Comitato Costa degli Dei annuncia un nuovo presidio in programma venerdì alle 17 in piazza Vittorio Veneto, primo passo verso una manifestazione più ampia prevista tra marzo e aprile.  «Questa mobilitazione – spiega Domenico Cortese, attivista del Comitato – deve avere un impatto dirompente perché il territorio non può più sopportare ulteriori arretramenti».

Al centro della protesta c’è la situazione dei reparti ospedalieri. «A Tropea è successo quello che paventavamo: è rimasto soltanto l’ambulatorio di urologia e proctologia rispetto al reparto che c’era prima. E a Vibo, dove in teoria il reparto è stato trasferito, non c’è nulla che funzioni davvero, perché mancano ancora spazi adeguati».

La vicenda dei medici cubani interessa anche la già martoriata sanità vibonese. I comitati civici si preparano alla mobilitazione, in particolare contro il depotenziamento dell’ospedale di Tropea.

Secondo il Comitato, la riorganizzazione non ha garantito continuità assistenziale e ha finito per penalizzare i cittadini dell’intero comprensorio. «Abbiamo redatto un documento che rivela il reale fabbisogno di Tropea e dintorni – aggiunge –. Per rispondere alle esigenze del territorio bisogna affrontare seriamente il problema delle risorse, che dipendono dalla Regione e dal Governo». La mobilitazione, chiarisce Cortese, è indirizzata direttamente alle istituzioni competenti: «Ci rivolgiamo alla Regione e implicitamente anche al Governo, perché le scelte fanno capo a questi organismi. Quella di Tropea dovrà essere una mobilitazione di massa, con un peso specifico importante».

Nel mirino anche la situazione dei medici cubani impegnati nelle strutture calabresi. «Attualmente i medici cubani, più di 400 in tutta la Calabria, stanno tenendo in piedi il tessuto sanitario regionale e nell’immediato non esistono alternative. Siamo favorevoli ad assunzioni a tempo indeterminato e a lungo termine, ma oggi non è possibile farle in modo massiccio. C’è la questione delle borse di studio, delle specializzazioni, e molti specialisti lavorano nelle cliniche private». Da qui la contrarietà a qualsiasi ingerenza esterna che possa compromettere la permanenza dei professionisti stranieri nelle strutture calabresi.
Cortese lancia infine un appello alla cittadinanza a partecipare alla mobilitazione di venerdì: «Prima Tropea, poi estenderemo sempre di più la mobilitazione – conclude Cortese – anche grazie alla collaborazione con i comitati di Serra San Bruno e Vibo Valentia».