Un corteo silenzioso per richiamare l’attenzione sul diritto alla salute e sulle condizioni della sanità nel Vibonese. È l’iniziativa annunciata da un gruppo di cittadini che ha dato appuntamento a martedì 20, alle ore 10.30, con raduno in piazza Fleming, davanti all’ospedale di Vibo Valentia, e partenza verso la Prefettura.

Il messaggio scelto per accompagnare la mobilitazione è diretto e interrogativo: «Io difendo il diritto alla salute dei cittadini di tutta la provincia di Vibo Valentia, e tu?». Un titolo che campeggia su un manifesto in fase di diffusione e che, nelle intenzioni dei promotori, «vuole essere una sfida civile, un invito a uscire dall’indifferenza e a misurarsi con le legittime aspettative di una comunità delusa».

Dalle parole della nota che annuncia l’iniziativa emerge un clima di crescente consapevolezza. «Si percepisce che in giro spira un’aria nuova – spiegano – sembra un buon avvio del 2026, con tanti cittadini che hanno deciso di prendere carta e penna per scrivere una pagina diversa, fondata sulla condivisione e sulla necessità inderogabile di cambiare rotta a una sanità che non risponde». La critica è rivolta a chi governa il sistema: «Una severa condanna a chi ne gestisce l’attuale governabilità e una lezione a chi sa di fallire e continua a perseverare».

La manifestazione è pensata come una marcia senza slogan né rumori. «Abbiamo voluto una marcia silenziosa, senza suoni e senza parole – chiariscono i promotori – perché il silenzio può diventare una proposta, un modo per riflettere insieme sui comportamenti che hanno ridotto il sistema sanitario vibonese a una condizione di grave sofferenza». Un’iniziativa che chiede partecipazione e condivisione, prima ancora che protesta.

«Forse qualcuno verrà, forse no – racconta uno degli ispiratori – ma il nostro è un invito a riflettere serenamente, a stare insieme. Resta la speranza che questo camminare fianco a fianco possa avviare una presa di coscienza sugli errori del passato e riportare una cultura dei fatti nelle corsie degli ospedali».

Al centro dell’appello c’è l’intera comunità. Politica, istituzioni, scuole, professioni, associazioni, sindacati, Cisom e Croce Rossa sono chiamati a partecipare, così come gli operatori sanitari, «la parte più importante del sistema, quella che sta sempre dalla parte dell’ammalato, anche quando questo non basta». L’invito si estende a tutta la provincia, da Tropea a Serra San Bruno, da Nicotera a Soriano, Filadelfia e agli altri centri del territorio.