Barriere architettoniche a Vibo, l’Uici: «Estendere i percorsi per non vedenti»

Dopo il nostro servizio sulle quotidiane difficoltà incontrare dai portatori di disabilità motoria e visiva, l’Unione italiana ciechi si dice disponibile a collaborare con l’amministrazione comunale
Dopo il nostro servizio sulle quotidiane difficoltà incontrare dai portatori di disabilità motoria e visiva, l’Unione italiana ciechi si dice disponibile a collaborare con l’amministrazione comunale
Informazione pubblicitaria
Un percorso tattile per non vedenti
Informazione pubblicitaria

Dopo il nostro servizio sulle quotidiane difficoltà che incontrano i portatori di disabilità, motoria e visiva, a causa delle barriere architettoniche presenti in città, l’Unione italiana dei ciechi e degli ipovedenti (Uici) di Vibo Valentia ha promosso un incontro, nella propria sede, con Massimiliano Marchese e Mimmo Corso, vale a dire proprio i protagonisti del servizio realizzato da Cristina Iannuzzi. «Ci siamo messi a completa disposizione di Massimiliano – spiega il presidente dell’Uici Vibo Rocco Deluca – nell’affrontare, anche insieme a lui, la giusta battaglia per rendere la città fruibile a tutti e riteniamo sacrosanta ogni sua rivendicazione». Al centro dell’attenzione della sezione “Giovanni Barberio” ci sono però, soprattutto, i percorsi tattilo-plantari per persone con disabilità visiva. «Il percorso tattilo-plantare Loges Evolution, installato nei viali Matteotti e Kennedy e nei pressi del Palazzo Municipale di Vibo nell’anno 2012, è un sistema di indicatori integrati con tecnologia elettronica, omologato ed a norma di legge e che fornisce informazioni direzionali attraverso vari canali: senso cinestesico e tattilo-plantare (la differenza di altezza che c’è tra il fondo dei canaletti e i cordoli presenti nel Loges viene avvertita dal piede e dalla caviglia, confermando la corretta direzione senza generare senso di instabilità); informazioni acustiche (provenienti dalla punta del bastone o dalla suola della scarpa in base alla differente risposta sonora dei materiali con cui entrano in contatto); informazioni visive per gli ipovedenti  (grazie a un opportuno grado di contrasto tra la pista tattile e il piano di calpestio limitrofo, si favorisce la percezione della stessa); informazioni acustiche tecnologiche, che forniscono la mappa, la posizione ed i servizi presenti durante la camminata. Il percorso, quindi – si spiega -, può essere effettuato dal non vedente anche se munito di un semplicissimo  bastone bianco (senza bluetooth), preferibilmente dotato di rotellina alla punta al fine di favorire la flessibilità e la percezione della canalina di guida. Vi è, poi, la possibilità di utilizzare al meglio il sistema Loges grazie all’apposito bastone tecnologicamente più evoluto che, attraverso il bluetooth, consente di percepire le segnalazioni acustiche, rilevate da sensori presenti sotto la pavimentazione e perfettamente funzionanti». [Continua sotto la pubblicità]

Informazione pubblicitaria
Una foto dell’incontro

Rispetto a quanto evidenziato «dall’amico e socio Mimmo Corso, precisiamo che l’unico tratto di percorso tattito-plantare obsoleto (realizzato dopo il 2012, senza seguire le indicazioni Uici) è quello presente nell’area di piazza San Leoluca. Il percorso che, invece, riguarda i viali Matteotti e Kennedy, nonché i marciapiedi intorno al Palazzo di città, è ancora adesso all’avanguardia e consente al non vedente di giungere, ad esempio, presso varie banche, nonché presso la struttura ospedaliera. Naturalmente, è necessario che tale percorso venga esteso alle altre zone (specie a quelle centrali) e venga, perciò, collegato all’esistente. Se si procederà come richiesto, si garantirà una migliore mobilità per le persone non vedenti, il tutto in assoluta sicurezza anche per i vedenti, i quali dovranno prestare solo un po’ d’attenzione e nulla più, stante la dimensione standard dei Loges e quella non modificabile dei marciapiedi cittadini. E’ ovvio – conclude Deluca – che i pali, gli alberi, le tabelle e quanto posto sui marciapiedi costituiscono un ostacolo e un rischio per tutte le persone con disabilità, inclusi i minorati della vista. Il nostro invito all’amministrazione comunale è quello di fare di tutto per eliminare quante più barriere possibile: noi siamo pronti a collaborare. E’ altrettanto ovvio che i ciechi totali e gli ipovedenti, prima di avventurarsi con il bastone bianco, è necessario seguano i nostri corsi di orientamento, mobilità ed autonomia, al fine di saper utilizzare al meglio ogni strumento ed essere, perciò, più autonomi ed informati. Siamo disponibili a dimostrare, con sopraluoghi, quanto affermato».

LEGGI ANCHE: La vita impossibile di un disabile a Vibo Valentia – Video