Mileto: l’area verde della villa intitolata a padre Raffaele De Lorenzo

Via libera dalla Prefettura di Vibo per la dedica al missionario scalabriniano morto nel febbraio del 2007
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Raffaele De Lorenzo

È ufficiale. La villa comunale di Mileto da oggi è, di fatto, intitolata a padre Raffaele De Lorenzo, il missionario scalabriniano morto nel febbraio del 2007 a causa di un male incurabile. È delle scorse ore, infatti, l’arrivo a Palazzo dei normanni del decreto con cui il prefetto di Vibo Valentia, Francesco Zito, autorizza la dedica della centrale area verde attrezzata alla memoria del compianto sacerdote. Un figlio prediletto della cittadina normanna, che nell’arco dei suoi 37 anni di vita ha lasciato una traccia indelebile del suo operato ovunque ha svolto il suo apostolato, soprattutto a favore dei giovani e dei migranti. L’idea dell’intitolazione della villa è stata lanciata tempo fa dall’omonima Fondazione e subito fatta propria dall’amministrazione cittadina guidata dal sindaco Salvatore Fortunato Giordano, il quale lo scorso 20 febbraio, il giorno del 13esimo anniversario della morte di padre De Lorenzo, aveva inoltrato la pratica in Prefettura. Oggi arriva la risposta positiva da parte del massimo rappresentante territoriale di Governo.

Il giovane missionario miletese ha seminato a piene mani frutti copiosi di cristianità non solo nell’ambito della congregazione d’appartenenza, ma anche tra tutti coloro che hanno avuto la fortuna d’incontralo nell’arco della loro vita. Il motto che ha funto da guida del suo percorso terreno è stato: “Oltre le nuvole c’è sempre il sole, l’amore non dice mai… basta!”. Nel suo campo di missione era conosciuto con il tenero appellativo: “Il Sorriso di Dio”, rimasto inalterato anche nei tragici momenti di sofferenza – accettati in totale spirito di affidamento a Dio – che lo hanno portato al trapasso celeste. All’epoca della morte svolgeva la sua opera in Puglia. Vissuto con i nonni proprio nel Palazzo di fronte alla villa comunale, il suo percorso di crescita spirituale è dovuto al grande sacerdote Agostino Celi, per decenni alla guida della cattedrale di Mileto, chiesa madre della diocesi. 

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