Vibo Valentia ha celebrato San Michele Arcangelo, patrono della Polizia di Stato, con una giornata che ha riunito personale, autorità, familiari e cittadini nel segno della tradizione, ma anche della riflessione sul ruolo dell’Istituzione e sulle sfide che la attendono.

La mattinata si è aperta nella Chiesa di San Michele di Vibo Valentia, dove il questore Rodolfo Ruperti, insieme al vicario del questore, ai funzionari e al personale della Questura, ha deposto un omaggio floreale ai piedi della statua del Protettore.

Successivamente, nel Duomo di San Leoluca, il vescovo della Diocesi di Mileto-Nicotera-Tropea, Attilio Nostro, ha officiato la Solenne Messa, accompagnata dal coro del Conservatorio Statale di Musica “Fausto Torrefranca”.

Alla celebrazione religiosa hanno preso parte il sottosegretario di Stato al Ministero dell’Interno Wanda Ferro e il prefetto di Vibo Valentia, insieme alle massime autorità civili, politiche, militari e religiose, ai vertici della magistratura, ai rappresentanti degli ordini professionali e degli enti locali. Presenti anche i dirigenti scolastici, i rappresentanti delle organizzazioni sindacali della Polizia di Stato e dell’amministrazione civile dell’Interno, gli esponenti delle sezioni provinciali dell’Associazione Nazionale della Polizia di Stato, i funzionari e il personale della Polizia di Stato, una rappresentanza degli allievi agenti del 235° corso di formazione e numerosi cittadini.

Il richiamo a San Michele e le sfide della Polizia

Nel suo intervento, il questore Ruperti ha richiamato il significato della figura di San Michele Arcangelo, proclamato Patrono della Polizia di Stato da Papa Pio XII nel 1949. Una figura che, ha ricordato, incarna valori essenziali per chi indossa la divisa: «la forza, il coraggio ma anche la giustizia, la difesa e la protezione».

Da questi valori il questore ha sviluppato una riflessione sulle principali sfide che oggi interessano l’Istituzione. Tra queste, il contrasto alla criminalità organizzata, sempre più capace di mimetizzarsi nel tessuto sociale, ma anche la gestione dell’ordine pubblico, la violenza di genere, i crimini informatici e il nuovo impatto dell’Intelligenza Artificiale.

Una serie di fenomeni che impone alla Polizia di Stato di mantenere alta l’attenzione e, allo stesso tempo, di rafforzare il rapporto con la comunità. La missione dell’Istituzione, ha sottolineato Ruperti, «non si esaurisce nel rispetto formale delle regole», ma trova la propria sostanza nella vicinanza ai cittadini, soprattutto alle fasce più vulnerabili.

La Polizia, ha aggiunto il questore, deve rappresentare per l’intera popolazione un «sicuro e affidabile punto di riferimento a cui guardare con fiducia».

Nel corso del suo intervento Ruperti ha quindi rivolto un ringraziamento alle donne e agli uomini della Polizia di Stato, sottolineando il coraggio, l’abnegazione e la dedizione con cui svolgono quotidianamente il proprio lavoro. Un impegno che, ha evidenziato, deve sempre tenere al centro la dignità della persona.

Il pensiero del questore è andato anche alle famiglie degli operatori, definite «parte spesso silenziosa ma importantissima» del percorso professionale dei poliziotti, grazie alla comprensione e al sostegno con cui accompagnano ogni giorno il loro lavoro.

Il Family Day alla Scuola di Polizia

Al termine della funzione religiosa, la giornata è proseguita alla Scuola Allievi Agenti della Polizia di Stato, dove si è svolto il tradizionale Family Day, momento di incontro e condivisione tra il personale e i propri familiari.

Nel piazzale antistante l’Auditorium sono stati allestiti gli stand della Polizia Scientifica e della Polizia Stradale, con l’esposizione dei mezzi operativi. Presente anche l’Unità Cinofila dell’Ufficio Prevenzione Generale e Soccorso Pubblico.

Adulti e bambini hanno così potuto conoscere più da vicino le attività svolte dai diversi reparti e osservare le dotazioni operative utilizzate quotidianamente dal personale della Polizia di Stato.

Gli attestati e le Medaglie di Commiato

La giornata si è conclusa nell’Auditorium della Scuola di Polizia con una cerimonia istituzionale, introdotta dal saluto del direttore della Scuola Allievi Agenti della Polizia di Stato.

Nell’occasione, il prefetto, alla presenza del sottosegretario di Stato Wanda Ferro, ha consegnato gli attestati relativi alle Medaglie al Merito di Servizio e alle Croci per Anzianità di Servizio.

Successivamente il questore Ruperti ha consegnato le Medaglie di Commiato al personale collocato in quiescenza. Un riconoscimento per la dedizione, la professionalità e il senso del dovere dimostrati nel corso degli anni di servizio.

La celebrazione di San Michele Arcangelo si è così conclusa unendo il momento religioso alla dimensione istituzionale e a quella più familiare del Family Day, con un riconoscimento rivolto a chi continua a prestare servizio e a chi, dopo anni di attività, ha concluso il proprio percorso nella Polizia di Stato.

La cerimonia al Duomo di San Leoluca con le autorità e il personale. Il questore Ruperti richiama le nuove sfide, dalla criminalità organizzata ai reati informatici, e ringrazia gli agenti