I genitori di bambini con disabilità sollecitano interventi urgenti in nove Comuni della provincia. Contestata l'assenza di passerelle, sedie job, servizi igienici accessibili e percorsi adeguati
Tutti gli articoli di Società
PHOTO
Un gruppo di genitori di bambini e bambine con disabilità residenti nel territorio della provincia di Vibo Valentia, supportati dall'Associazione Luca Coscioni, ha inviato una diffida formale ai Comuni di Vibo Valentia, Briatico, Joppolo, Nicotera, Parghelia, Pizzo Calabro, Ricadi, Tropea e Zambrone, chiedendo interventi urgenti per garantire l'effettiva accessibilità e fruibilità delle spiagge comunali. L'atto, redatto dagli avvocati Maria Teresa Prestanicola e Alessandro Gerardi dell’Associazione Luca Coscioni, è stato inviato lo scorso 9 luglio, per conoscenza, anche al presidente della Regione Calabria, Roberto Occhiuto, e all'assessore al Welfare, Pasqualina Straface.
Spiagge prive di accessibilità
Secondo quanto rilevato, è detto in una nota stampa «le spiagge comunali del territorio risultano prive dei requisiti minimi di accessibilità. Mancano in particolare rampe e passerelle idonee per l’accesso alla battigia, un congruo numero di sedie JOB, servizi igienici adeguati, una opportuna segnaletica sui percorsi e informazioni sui servizi disponibili. Questa carenza impedisce, di fatto, alle persone con disabilità motoria e alle loro famiglie, di accedere al mare in condizioni di sicurezza e autonomia», in violazione di quanto stabilito dalla legge.
Nella diffida si richiama anche un precedente giurisprudenziale, ovvero «la sentenza della Corte d'Appello di Roma del 14 giugno 2023, n. 4279, che ha riconosciuto la natura discriminatoria della mancata eliminazione delle barriere architettoniche sul litorale di Sabaudia, qualificandola come discriminazione indiretta ai danni delle persone con disabilità».
La richiesta
I promotori dell'iniziativa hanno quinti chiesto «ai Comuni destinatari di adottare entro 15 giorni dal ricevimento della diffida, tutti gli interventi necessari a garantire l'accessibilità delle aree demaniali destinate alla balneazione e a comunicare per iscritto, entro 10 giorni, le determinazioni assunte, gli interventi già adottati o programmati e i relativi cronoprogrammi di attuazione. In caso contrario, i firmatari hanno annunciato che agiranno nelle sedi competenti per ottenere la cessazione della condotta discriminatoria».
L'iniziativa, conclude l’associazione «nasce dalla volontà di garantire a tutti i cittadini, senza distinzioni, il diritto di accedere al mare e di partecipare pienamente alla vita sociale e ricreativa del territorio, in condizioni di pari opportunità e nel rispetto della dignità della persona».

