L’appuntamento rivolto anche agli studenti dell’Einaudi riunisce accademici, istituzioni e Chiesa per approfondire ricerca, protocolli clinici e percorsi di inclusione
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Alla Certosa di Serra San Bruno, luogo di silenzio e spiritualità, la riflessione scientifica incontra il tema della dignità della persona. È qui che il prossimo 20 marzo 2026 si terrà il convegno «Dalla ricerca scientifica alla diagnosi e cura. Nuove prospettive per il miglioramento della qualità della vita delle persone con disturbo dello spettro autistico», appuntamento che riunirà studiosi, istituzioni e mondo ecclesiastico attorno a un confronto sullo stato dell’arte in materia di autismo.

L’iniziativa, promossa dalla dott.ssa Luisa Infante, giurista e bioeticista, insieme al prof. Antonino Ceravolo, dirigente dell’Istituto d’istruzione superiore “Luigi Einaudi” di Serra San Bruno, è rivolta in particolare agli studenti delle ultime classi. La sede scelta, la sala convegni della Certosa, ha richiesto un’organizzazione complessa, proprio per la natura del luogo e la sua tradizione di clausura.
«L’iniziativa si prefigge di trascendere il perimetro della mera trattazione scientifica, che rimane certamente centrale, per indagare l’ontologia dell’umano», afferma Luisa Infante, indicando la direzione di un confronto che intende tenere insieme ricerca, etica e dimensione sociale. «La presenza corale di illustri accademici, dei vertici della Chiesa e delle istituzioni locali deve fungere da catalizzatore, affinché si accenda un faro di consapevolezza e responsabilità rinnovata in noi tutti, partendo proprio dai più giovani».
Al centro del dibattito non soltanto i protocolli clinici e le prospettive terapeutiche, ma anche il tema dei diritti e dell’autodeterminazione. «È necessario che il supporto istituzionale non si esaurisca in un atto formale, ma si traduca in un contributo fattivo al bene delle persone nello spettro autistico, promuovendo una visione che metta sempre al centro la loro autodeterminazione e il diritto a un’esistenza piena», prosegue Infante.
Un richiamo che si inserisce in un quadro più ampio, dove la dimensione scientifica dialoga con quella etica e spirituale. «Percepire la prossimità dei vertici accademici, istituzionali ed ecclesiastici in un alveo di così intensa spiritualità costituisce un monito di alto valore biogiuridico: un atto di doveroso riconoscimento della dignità e della autodeterminazione per ogni individuo», conclude.
Il programma dei lavori prevede contributi multidisciplinari sulle nuove frontiere della ricerca e sull’importanza della diagnosi precoce, indicata come elemento decisivo per migliorare la qualità della vita delle persone con disturbo dello spettro autistico. Spazio anche a testimonianze dirette, con l’obiettivo di affiancare al piano scientifico quello umano ed esperienziale.
L’evento ha già ottenuto il patrocinio della Regione Calabria, del Comune di Serra San Bruno e dell’Università Magna Graecia di Catanzaro, a conferma dell’attenzione istituzionale verso un tema che continua a interrogare la società nel suo complesso.

