VIDEO | Nel paese che ha appena celebrato la 50ª Sagra del celebre insaccato ha chiesto agli abitanti come si pronunci davvero il nome: il singolare sondaggio finisce con un risultato che lascia pochissimo spazio ai dubbi
Tutti gli articoli di Società
PHOTO
Cinquant’anni di Sagra, un prodotto che da Spilinga ha conquistato cucine, ristoranti e appassionati ben oltre i confini della Calabria e, alla fine, una domanda apparentemente semplicissima: ma come si pronuncia davvero “’nduja”? Perché sul sapore dell’insaccato spalmabile più famoso del Vibonese sembrano esserci pochi dubbi. Sulla pronuncia, invece, fuori dai confini del Monte Poro il dibattito è decisamente più vivace.
E così, proprio nei giorni della 50ª Sagra della ’Nduja di Spilinga, che ieri ha trasformato ancora una volta il paese in una grande festa tra gastronomia e musica, qualcuno ha pensato di andare direttamente alla fonte. La cinquantesima edizione ha rappresentato il culmine dello Spilinga ’Nduja Festival e ha visto il centro invaso da stand gastronomici e spettacoli distribuiti nelle diverse piazze.
Il “referendum” di Vittorio Gucci
A impugnare il microfono è stato Vittorio Gucci, volto ormai molto conosciuto dal pubblico televisivo e soprattutto dai frequentatori dei social. Siciliano, originario di Piana degli Albanesi, Gucci nasce professionalmente come musicista, dopo gli studi al Conservatorio, e ha alle spalle una lunga esperienza televisiva. Negli ultimi anni ha trasferito la sua verve nel mondo del food, diventando protagonista del format Il Panino Perfetto su Food Network e costruendo sui social un personaggio (da centinaia di migliaia di follower) a metà strada tra divulgatore gastronomico, intrattenitore e - come ama definirsi - “paninaro per scelta”.
Nel reel pubblicato sulla sua pagina Instagram la missione è chiarissima fin dalle prime immagini: “Nduia o nduja?”. Gucci organizza una sorta di referendum popolare tra le strade di Spilinga. Microfono in mano e una confezione del celebre insaccato nell’altra, ferma anziani seduti a chiacchierare, ragazzi, automobilisti, persone affacciate davanti casa e chiunque gli capiti a tiro.
La domanda cambia leggermente, la risposta molto meno. Il contatore che compare sul video comincia infatti a diventare impietoso: ’nduja guadagna un punto dopo l’altro mentre “nduia” resta inchiodata allo zero. C’è anche chi si prende qualche secondo per trasformare la risposta in una piccola lezione di lingua locale: «Si dice ’nduja perché questa è la pronuncia corretta nel dialetto spilingese». Una sentenza che, pronunciata a Spilinga, ha quantomeno il vantaggio della competenza territoriale.
Dodici a zero, poi arriva anche lo chef
Gucci continua il suo giro e il risultato assume presto le proporzioni di un plebiscito. Il tabellone arriva fino a 12 a 0: almeno nel campione raccolto tra le vie del paese, la questione sembra chiusa.
Ma l’influencer vuole essere sicuro e porta il quesito anche in cucina. Davanti a un piatto di ’nduja arriva un’ulteriore spiegazione sul prodotto e, soprattutto, un altro voto favorevole alla pronuncia rivendicata dagli spilingesi. A quel punto Gucci può praticamente dichiarare terminate le operazioni di scrutinio. Se bisogna decidere come chiamare il prodotto simbolo di Spilinga, tanto vale ascoltare chi a Spilinga lo produce, lo mangia e lo nomina da generazioni.
Per la prova finale arriva persino il vicesindaco Franco Barbalace, individuato nel reel dallo stesso Gucci come ultimo giudice della singolare disputa. Anche qui nessun ribaltone, il verdetto resta lo stesso e il discorso si sposta inevitabilmente sulla grande festa dell’8 agosto e sulla cinquantesima edizione della Sagra.
Il reel si chiude quindi con quello che, più che un responso scientifico, è un verdetto popolare a larghissima maggioranza: a Spilinga si dice ’nduja. Gucci lo sintetizza ancora più drasticamente nella didascalia scelta per il video: «Si dice NDUJA.. PUNTO!!».


