Il messaggio del presule si inserisce nell'iniziativa promossa dalla fondazione “Aiuto alla Chiesa che Soffre”. Ieri la preghiera del Papa con 700 bambini
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Ieri nella Grotta di Lourdes, ubicata nei Giardini Vaticani, oltre settecento bambini si sono riuniti con Papa Leone XIV per la recita del Santo Rosario. Tanti altri lo hanno fatto dalle varie parti del mondo. Alla base dell'iniziativa, la richiesta comunitaria al Padre celeste affinché cessino guerre e conflitti in atto nei vari continenti. Rientra in questo contesto il messaggio inviato nelle scorse ore dal vescovo Attilio Nostro a parroci e fedeli della diocesi di Mileto-Nicotera-Tropea. «Carissimi fratelli e sorelle - afferma il presule nella sua breve missiva - è iniziato il mese missionario di ottobre, tradizionalmente dedicato alla Madonna e alla preghiera del Rosario. In questo periodo di lotte e di guerre il Santo Padre Leone XIV chiede a tutte le comunità cristiane di unirsi in preghiera per chiedere al Padre celeste il dono della pace. Vogliamo accogliere l'appello del Papa e pregare comunitariamente il Santo Rosario per invocare su di noi e sul mondo la fine di ogni conflitto armato».
Nel suo messaggio monsignor Nostro annuncia, poi, che dal 12 al 15 ottobre sarà in Terra Santa «anche per parlare con sua Beatitudine il Patriarca Pizzaballa, al quale consegnerò un messaggio di invito da parte di tutte le scuole della nostra Diocesi. Il 16 mattina - conclude - porterò al Santo Padre le vostre preghiere e i vostri omaggi, rinnovando il legame che ci unisce in una sola Chiesa in Cristo». L'iniziativa “Un milione di bambini recita il Rosario” viene promossa da oltre venti anni dalla fondazione pontificia “Aiuto alla Chiesa che Soffre”. Avviata nel 2005 a Caracas, in Venezuela, si ispira alle parole attribuire a San Pio di Pietrelcina: “Se un milione di bambini pregheranno insieme il Rosario, il mondo cambierà”. Quest'anno, tuttavia, la novità voluta da Papa Leone XIV, di svolgere la campagna a favore della pace nell'arco di un'intera settimana, dal primo al 7 ottobre, festa della Madonna del Rosario.
Il tutto per consentire a diocesi, parrocchie, scuole, comunità e famiglie sparse nei diversi continenti di scegliere il giorno più adatto, rimanendo tuttavia unite nella stessa intenzione di preghiera per la pace e l'unità, così come spiegato dallo stesso pontefice nella serata di ieri ai bambini accorsi davanti alla Grotta di Lourdes, situata nei Giardini Vaticani. «Stasera e in questi giorni - ha sottolineato nell'occasione il Santo Padre - non siamo solo noi a pregare. In tutto il mondo, un milione di bambini prega con noi. Un milione! Pensate: cinquanta milioni di “Ave Marie” che salgono in Cielo da tutte le parti e in tutte le lingue della terra chiedendo la pace, e che si uniscono come in un'unica, grandissima corona del Rosario, per abbracciare e stringere tra loro tutti i continenti, le razze e le nazioni del pianeta».

