Una corona di fiori sulla tomba di Vincenzo Curigliano, brigadiere del Corpo delle Guardie di Pubblica Sicurezza originario di Monterosso Calabro, per ricordarlo nell’anniversario della morte avvenuta durante i drammatici giorni dei moti di Reggio Calabria.

La cerimonia commemorativa si è svolta questa mattina, 18 settembre, nel cimitero di Monterosso Calabro, dove è stata deposta la corona del Capo della Polizia in memoria della vittima del dovere.

Curigliano morì mentre si trovava insieme a numerosi colleghi all’interno della Questura di Reggio Calabria, durante una delle fasi più difficili delle proteste che sconvolsero la città. In quei giorni la sede della Polizia venne ripetutamente presa d’assalto nel quadro delle violenze che accompagnarono i moti, segnati anche da attentati dinamitardi, saccheggi e assalti alle armerie.

Il brigadiere, mentre era asserragliato in Questura con gli altri agenti, venne stroncato da un infarto.

La commemorazione è stata officiata da don Michele Vinci. Successivamente, sulla tomba di Curigliano è stata deposta la corona di fiori alla presenza dei figli Aldo e Marisa e del vicesindaco di Monterosso Calabro, intervenuto in rappresentanza del sindaco Antonio Giacomo Lampasi.

Alla cerimonia hanno preso parte anche rappresentanti della Questura di Vibo Valentia, dell’Arma dei Carabinieri e della Guardia di Finanza, insieme ai gonfaloni e alle delegazioni dell’Associazione nazionale della Polizia di Stato delle sezioni di Vibo Valentia e Reggio Calabria.

Tra i presenti anche alcuni poliziotti oggi in quiescenza che furono colleghi del brigadiere Curigliano e che vissero in prima persona quei tragici avvenimenti, diventandone oggi tra gli ultimi testimoni diretti. Un momento di raccoglimento con cui la Polizia di Stato ha voluto rinnovare la memoria del brigadiere monterossino e del suo servizio nelle istituzioni.