Circa tremila presenze a serata, quattordici espositori e un’area che, anno dopo anno, sta cambiando volto e soprattutto funzione. La quarta edizione dell’International street food di Ricadi-Capo Vaticano, in programma dal 17 al 20 agosto nell’area archeologica di Torre Marrana, si avvia alla conclusione con numeri in linea con quelli delle precedenti edizioni e con un risultato che va oltre il successo della manifestazione gastronomica.

L’appuntamento, inserito nel tour nazionale dell’International Street Food e patrocinato dal Comune di Ricadi, propone dalle 17.30 a mezzanotte specialità italiane e internazionali, birre artigianali, dolci della tradizione e alternative senza glutine.

Ma il dato che racconta meglio la manifestazione è forse un altro. Secondo Giacomo Benedetto, presidente della Prociv Augustus Capo Vaticano-Ricadi - ideatore quattro anni fa dell’appuntamento locale e quest’anno delegato dal Comune a seguire gli aspetti organizzativi e logistici - la partecipazione non arriva soltanto dagli alberghi e dalle strutture turistiche della Costa degli Dei. Anzi: «All’inizio pensavo che l’evento sarebbe stato frequentato soprattutto dai turisti – spiega Benedetto – invece negli anni mi sono accorto che vengono moltissimi cittadini e residenti, anche da Vibo e dai paesi vicini». Una composizione che stima attorno al 70% di pubblico del territorio e al 30% di turisti.

Ed è proprio qui che, secondo Benedetto, si trova il significato più importante dell’iniziativa. L’International street food era nato con l’idea di portare persone in una parte di Torre Marrana che, soprattutto nelle ore serali, rimaneva sostanzialmente inutilizzata: «La cosa che tengo veramente a evidenziare – racconta – è che quattro anni fa questo spazio aggregativo non c’era. Il mio obiettivo principale era portare alla luce un’area dove, oltre gli spalti del teatro, c’era sempre il buio. Il teatro era illuminato e aveva una presenza più o meno importante, ma tutto lo spazio circostante in realtà era ancora da vivere».

Da lì un percorso graduale: «Il primo anno abbiamo cominciato con le lampadine, poi è arrivato un lampione, successivamente abbiamo continuato ad arricchire l’area. Oggi è diventata vivibile e frequentabile anche di sera».

L’evento gastronomico è stato quindi anche uno strumento per sperimentare una diversa utilizzazione di Torre Marrana, il cui teatro ospita già importanti manifestazioni (lo scorso 7 agosto il talk con il procuratore di Napoli, Nicola Gratteri, ha registrato numeri record). Famiglie, bambini, gruppi di giovani e persone provenienti dai centri vicini non arrivano soltanto per mangiare: passeggiano, si incontrano e rimangono nell’area. «L’idea era creare qualcosa che non c’era – sottolinea Benedetto – aggregare la gente, creare un centro in cui poter socializzare. Mi pare che ci siamo riusciti. Abbiamo creato una piazza».

Ora l’obiettivo dichiarato è fare in modo che quanto accade durante le quattro serate dello Street food non rimanga un episodio confinato al mese di agosto. «L’intento finale – aggiunge Benedetto – è rendere questo spazio permanentemente un’area di aggregazione sociale». Un luogo sul quale, secondo il presidente della Prociv Augustus, si potrebbe lavorare in futuro con nuovi progetti, iniziative itineranti e anche attraverso la ricerca di finanziamenti.

Lo Street food, insomma, resta il motore capace di richiamare migliaia di persone. Ma dopo quattro edizioni il risultato forse più interessante è un altro: aver dimostrato che uno spazio rimasto per anni ai margini della vita serale di Ricadi può diventare una piazza. Anche senza averne formalmente il nome.