Nonostante le offerte e un'annata difficile, il tecnico dell'Under 19 decide di rimanere alla guida dei giovani napitini: «Sono rimasto per i miei ragazzi, meritiamo un finale diverso»
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Un legame profondo, radicato nel tempo e alimentato da una passione pura per i colori napitini. Federico Alessandria e Real Pizzo continuano insieme. Dopo settimane di silenzio, dubbi ed incertezze sul futuro, è arrivata la notizia che tutto l'ambiente attendeva: il giovanissimo allenatore, prima calciatore e poi guida tecnica dell'Under 19, ha rinnovato il suo impegno con la società.
La scorsa stagione è stata complessa e tormentata per la prima squadra, ma ha visto brillare proprio il settore giovanile guidato da Alessandria, capace di compiere passi da gigante e di sfiorare un'impresa da ricordare, fermatasi solo in finale.
Le parole del tecnico
A confermare la scelta è stato lo stesso Alessandria, che ha voluto comunicare direttamente la decisione di rimanere alla guida dei suoi giovani: «Era giusto che, prima che la notizia arrivasse da qualcun altro, venisse da me. È vero, ci sono stati giorni in cui mi vedevo lontano da Pizzo, giorni in cui pensavo che il mio percorso qui fosse arrivato alla fine e le proposte non mancavano. C'era chi mi diceva che fosse il momento giusto per voltare pagina e forse, per un attimo, ci ho creduto anch'io. Poi mi sono fermato. Ho guardato negli occhi quei ragazzi che avevano condiviso con me ogni allenamento, ogni sacrificio, ogni delusione».
Il valore del gruppo
A fare la differenza è stato il senso di appartenenza e la voglia di riscattare un'amarezza ancora viva, trasformandola in energia positiva per il futuro: «Non potevamo permettere che una finale persa fosse l’ultima immagine della nostra storia. Quella storia meritava un finale diverso. Ho detto che se i ragazzi fossero rimasti, io dovevo solo essere all’altezza dei loro sorrisi. Sono loro che, dopo una delusione così grande, di un’annata così tormentata, hanno messo la faccia su ogni campo, hanno scelto di non cercare alibi, ma di ripartire. Sono io che sono rimasto per loro».
Un segnale di grande maturità e determinazione per una piazza che ha bisogno di ripartire da fondamenta solide e da uomini veri: «Con loro abbiamo deciso di ripartire, anche quando sembrava che tutto stesse crollando. Anche quando tanti remavano contro e sembrava più facile arrendersi. Io continuerò a fare la mia parte con la stessa passione del primo giorno. Perché le categorie passano, ma le persone restano. Insieme per un altro anno».

