Le “copiate” usate nei riti di affiliazione scoperte in un appartamento a Vibo. Il ruolo del boss Altamura di Gerocarne, la lunga scia di sangue tra i Loielo e gli Emanuele e le dichiarazioni del collaboratore Moscato
L’ex rivenditore di auto, rimasto coinvolto nell’operazione Quadrifoglio della Dda di Milano, ha riferito su alcuni fatti di sangue avvenuti nel Vibonese e sul crescendo di intimidazioni ai suoi danni
Dal comandante del Nucleo Investigativo di Vibo Valentia la suddivisione del territorio, gli accordi e gli scontri tra le ‘ndrine di San Giovanni, Paravati, Calabrò e Comparni. Lo sterminio della famiglia Evolo e le alleanze con i Mancuso e i clan del Reggino
L'efferato fatto di sangue nel 2008. Dopo le recenti dichiarazioni nel processo Maestrale della collaboratrice di giustizia Oksana Verman, ex compagna di Salvatore Pititto, la famiglia lancia un disperato appello
La Suprema Corte ha rigettato il ricorso presentato dai legali dell’imputato nel maxi processo. Ritenuti attendibili i collaboratori di giustizia. Per i giudici avrebbe promesso informazioni «non dovute» a Domenico Macrì
Droga, usura ed estorsioni nella deposizione in aula. Pasquale Pititto pur ai domiciliari a Mileto e sulla sedia a rotelle in clinica avrebbe mantenuto i contatti con il cugino Salvatore attraverso messaggi scambiati via telefono
Il collaboratore di giustizia racconta i suoi trascorsi con le cosche vibonesi. Gli ingenti quantitativi di cocaina portati in Lombardia, gli investimenti nel mattone. E dietro a tutto la figura di Luni Mancuso
Dai progetti di morte ai danni di Domenico Zannino ai traffici di droga e armi tra le Preserre vibonesi e San Giovanni di Mileto. L’omicidio di Michele Tavella e i propositi di vendetta
Lo “scontro” con Costantino Trimboli, l’intervento del clan Mancuso, le minacce alla madre del collaboratore e i contatti con Pasquale Anastasi e Vincenzo Calafati
Dal controllo del mercato della cipolla rossa alle piantagioni di marijuana sino alle società di navigazione e ai danneggiamenti. Le figure di Armando Bonavita e Filippo Niglia
Walter Loielo ha parlato nel processo Maestrale. I racconti dell’accordo per lavare col sangue il duplice omicidio dei fratelli Giuseppe e Vincenzo. Lo scambio di favori con Rocco Tavella, l’appostamento vicino alla caserma di Soriano armati di Ak-47
La mazzetta al Club Med di Pizzo, la benzina per l’avvocato e il sistema delle fatturazioni per operazioni inesistenti al fine di mascherare le tangenti. L’intromissione di Pantaleone Mancuso e l’appoggio elettorale a Stillitani «senza esporsi troppo»
Il collaboratore di giustizia nel corso dell’esame del pm ha riferito in aula particolari inediti sulla figura dell’ex dipendente dell'Azienda sanitaria e anche sul figlio: «Volevo fargli del male ma i miei capi mi dissero che non potevo»
Nel corso del processo Maestrale il collaboratore di giustizia ha rivelato il modus operandi della cosca. L'oro mandato nel Casertano tramite un gioielliere, i soldi usati per pagare gli avvocati, la droga, le armi o per «fare la bella vita». E i fucili per uccidere Pantaleone Mancuso
Al processo Maestrale parla il collaboratore di giustizia di Piscopio: «Si opponevano al potere di Mancuso e avevano ingaggiato una sanguinosa faida con i Patania». Il rispetto per il boss torinese e per il gruppo di Mileto
Deposizione del collaboratore di giustizia nel corso del processo in svolgimento nell’aula bunker di Lamezia. «Avrei dovuto ammazzare Pasquale Pititto mentre era in un bar, ma non mi fidavo di Fortunato Galati e rifiutai»
Nel processo Maestrale il collaboratore di giustizia incalzato dalle domande degli avvocati difensori. I due carabinieri al servizio di “U Pinnularu”. I Bellocco infastiditi dal boss scissionista perché non faceva passare i tir
A Maestrale il collaboratore racconta il suo rapporto «quotidiano» con Pinnularu. Le confidenze davanti al camino: «Mi chiese di una rapina ma io ho mentito». La ferocia del boss di Zungri Accorinti: «L’ho visto che stava uccidendo un ragazzo di 20 anni»
Nel controesame del collaboratore di giustizia durante il processo Maestrale l’avvocato ha più volte messo in discussione le motivazioni che avrebbero spinto l’ex boss a saltare il fosso
Il difensore di Salvatore Ascone, accusato di far parte della cosca Mancuso, interroga in aula il collaboratore di giustizia che nel corso degli anni ha fatto rivelazioni sulla scomparsa dell’imprenditrice di Laureana di Borrello: «Perché ne ha parlato solo nel 2020?». La risposta: «Alla Dda l’ho detto immediatamente»
Per il collaboratore di giustizia l’ex dirigente dell’Asp di Vibo sarebbe a «disposizione del clan di Limbadi», ma l’avvocato Li Gotti interrompe le domande lamentando una violazione del diritto di difesa. Dalle rapine ai distributori di benzina all’intervento dei Lo Bianco
Lo scontro tra le diverse fazioni del clan di Limbadi per l’acquisizione dei terreni a Limbadi e il ruolo di Salvatore Ascone nella deposizione odierna del collaboratore di giustizia