Rifiuti e decoro urbano a Vibo, il sindacato Confasi contro le scelte del sindaco

Il primo cittadino, Elio Costa, accusato di aver ridotto città e frazioni a discariche perenni. In programma iniziative di lotta nei confronti del Comune e della ditta appaltatrice

Il primo cittadino, Elio Costa, accusato di aver ridotto città e frazioni a discariche perenni. In programma iniziative di lotta nei confronti del Comune e della ditta appaltatrice

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“Ormai quasi quotidianamente si legge della città avvolta dal degrado, dalla sporcizia, dalle erbacce, e dei controlli che non esistono sui servizi e sui trasgressori. Se una volta le periferie avevano una qualche ragione a sentirsi trascurate rispetto al centro cittadino, oggi la situazione è la stessa dall’Orto Libero a Corso Umberto, da piazza San Leoluca all’ospedale, da Moderata Durant a Bitonto e Olivarella, da Vibo Marina a Longobardi dove i marciapiedi sono diventati verdi, da Portosalvo alle Vene sino a Piscopio, Triparni e Bivona, frazioni dove le vie d’ingresso non hanno più la dignità di vie e dovrebbero essere rinominate “selve”. E’ quanto sostiene in una nota il segretario provinciale del sindaco Confasi, Giovanni Patania. 

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Non si contano più le piccole e grandi discariche abusive, create da una minoranza di persone che non vogliono fare la raccolta differenziata. Ma si tratta dei soliti siti, sempre gli stessi, dove i controlli continuano a mancare. Eppure esiste un contratto con la ditta appaltatrice nel quale si prevede lo spazzamento manuale di quasi tutte le vie di Vibo e frazioni; lo sfalcio dei tappeti erbosi, giardini, aree verdi, argini, cigli stradali; l’estirpazione e il diserbo di marciapiedi, cunette, piazze, riquadri di aiuole e banchine spartitraffico. Il tutto con cadenza tale che il centro abitato risulti in qualsiasi momento privo di erbacce. Il contratto d’appalto prevede anche la potatura degli alberi ed il diserbamento delle aree di pertinenza delle scuole, cosa che quest’anno non si è ancora vista. Di fronte a questo sfascio, esiste un solo responsabile: l’attuale sindaco della città che, per chi non lo sapesse, da circa due mesi trattiene per sé la delega all’ambiente. Il perché è nei fatti. In tre anni non ha garantito minimamente continuità amministrativa nel settore, anzi l’ha sempre distrutta con comportamenti autocratici e politicamente dannosi. Invece di pensare a programmi che integrassero il decoro urbano con l’occupazione, ha ridotto la città a steppa del Kazakistan e perenne discarica. 

Quasi 175mila euro annue per il verde aggiunte a questo bando non si sa a cosa siano state destinate. Sicuramente ad altro, se è vero che esiste una voce di bilancio relativa a ‘taglio erba per servizi non previsti nel contratto’ che non dovrebbe esistere e in ogni caso è una cifra misera che basta al massimo per un paio di quartieri e altri due viali. Di fronte a questa situazione non è sufficiente aver raggiunto buoni livelli di raccolta differenziata. Peraltro, avendo il Consiglio comunale aumentato la tassa rifiuti invece di abbassarla, c’è il rischio che la percentuale di differenziata raccolta arretri perché i cittadini non si sentono incentivati a continuarla. Di fronte a questa grave situazione – conclude Patania – il sindacato che rappresento intende chiamare a raccolta i lavoratori del bacino dei precari e dei disoccupati, oltre alle maestranze attualmente in servizio, allo scopo di intraprendere iniziative di lotta e rivendicazioni nei confronti dell’amministrazione comunale e dei vertici della ditta appaltatrice, perché è chiaro a tutti – tranne che al sindaco e qualche dirigente – che la manodopera è insufficiente rispetto ai servizi da svolgere”.