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I commissari alla guida del Comune hanno firmato l’incarico l’avvio del Piano di caratterizzazione propedeutico all’intervento vero e proprio. La zona per anni utilizzata abusivamente dal Comune 

L'area di Mileto antica
Ambiente

Speriamo sia la volta buona, che tutto ciò possa rappresentare il reale avvio dell’azione di bonifica della discarica abusiva situata in località “Timpa du Ceravulu”, all’interno del Parco archeologico medievale di Mileto antica. È dei giorni scorsi la determina, a firma del responsabile dell’area tecnica comunale Salvatore Lascala, con cui il nuovo commissario prefettizio Sergio Raimondo e il sub commissario Giovanni Gigliotti hanno dato mandato alla “Ingeam Srl” di redigere il “Nuovo Piano di caratterizzazione e analisi di verifica e conferma dell’Adr (Analisi di rischio), con relativi elaborati, studio di perimetrazione del sito e confronto con precedente, Piano delle indagini e report finale”, necessario e propedeutico alla redazione dell’intervento di progettazione vero e proprio di bonifica e messa in sicurezza permanente dell’area interessata. La realizzazione dei lavori era stata messa in bilancio, nel marzo scorso, dalla precedente gestione commissariale. Del resto, già alcuni anni fa erano stati effettuati dei saggi che avevano permesso di mettere in evidenza le criticità ambientali della “Timpa du Ceravulu”. Poi non se ne fece più nulla, nonostante un contenzioso con i proprietari avesse prodotto l’obbligo per il Comune di risarcire e bonificare il terreno, tra l’altro attraversato da un fiumiciattolo. L’area è stata utilizzata per decenni come discarica abusiva dall’Ente territoriale. Quindi, la chiusura decretata dalle autorità giudiziarie a cavallo tra gli anni ‘80 e ‘90. La nuova iniziativa commissariale, concordata con la Soprintendenza archeologica, oltre a permettere di capire se l’inquinamento atmosferico e del sottosuolo è divenuto ancora più marcato, contribuisce a ridare speranza ai tanti che da tempo esprimono preoccupazione e chiedono lumi sui danni ecologici prodotti in loco da anni di abbandono incontrollato di rifiuti, alle persone e alle cose. Il costo per la redazione del nuovo Piano d’indagini ammonta a circa 23mila euro, iva ed oneri contributivi esclusi, rientranti nell’ambito dei 166mila euro che saranno erogati dalla Regione Calabria per la bonifica dell’area. Il risultato dei saggi, al fine di una verifica preventiva, sarà successivamente inoltrato al Dipartimento regionale Ambiente e territorio e all’Arpacal.      

 

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