mercoledì,Giugno 16 2021

Acqua sporca a Ricadi, il Comitato al Comune: «Si riattivino i pozzi»

Ai disagi che perdurano nel comune costiero si aggiunge la preoccupazione per un’ulteriore ordinanza emanata dal sindaco. E i cittadini avanzano delle precise proposte

Acqua sporca a Ricadi, il Comitato al Comune: «Si riattivino i pozzi»

Continua l’attività del Comitato civico dei cittadini di Santa Domenica in ordine al problema dell’acqua sporca che sgorga dai rubinetti delle abitazioni. Dopo aver, più volte, incontrato la Commissione straordinaria, fino a pochi giorni fa alla guida del Comune, attraverso una nota, protocollata nei giorni scorsi, i componenti del Comitato hanno chiesto un incontro al neo sindaco del Comune di Ricadi.

«Nel rappresentare le preoccupazioni per il perdurare delle criticità – hanno scritto in una nota -, si lamentano le difficoltà a cui la popolazione continua ad andare incontro». In particolare, ad allarmare il comitato cittadino vi è la «preoccupazione dei possibili rischi per la salute pubblica cui si aggiunge la difficoltà ed i costi di gestione che pesano in modo consistente sulla popolazione costretta a fare uso di acqua minerale anche per attività non strettamente legate al consumo alimentare. A ciò si aggiunge il prevedibile danno all’immagine del territorio soprattutto in considerazione del periodo estivo che registra la presenza di numerosi turisti».

A spingere il Comitato a scrivere vi è poi l’emanazione di un’ordinanza a mezzo della quale il sindaco ha disposto, con decorrenza immediata, «il divieto di utilizzo dell’acqua erogata dalle fontane pubbliche delle frazioni Brivadi e Santa Domenica in quanto, non idonea per uso alimentare». Il divieto – si legge nell’ordinanza – scaturisce dai risultati delle analisi sui campioni delle acque prelevati in data 14 giugno 2016 e non si limita solo ad usi strettamente legati al consumo umano ma viene esteso anche al lavaggio e alla preparazione degli alimenti, all’igiene orale, al lavaggio delle stoviglie e degli utensili da cucina, al lavaggio di apparecchiature sanitarie e al lavaggio di oggetti per l’infanzia.

Un fatto che ha ulteriormente allarmato i cittadini in quanto «lascia presupporre che il divieto non scaturisca solo dalla torbidità dell’acqua, per come indicato nell’ordinanza, seppur grave, ma lascia presupporre una situazione di seria contaminazione di cui si disconosce la reale consistenza. Inoltre, essendo l’effetto dell’ordinanza, limitato solo alle fontane pubbliche e non esteso anche alle abitazioni private in particolare per quanto riguarda gli ulteriori divieti che si aggiungono ai divieti già in essere in quanto oggetto della precedente ordinanza emanata dalla terna commissariale, il comitato ritiene che ciò possa essere causa di ulteriore confusione tra la popolazione».

Ciò, in considerazione che, per diffusa conoscenza, la condotta idrica e i relativi serbatoi di adduzione che forniscono l’acqua alle fontane sono i medesimi utilizzati per l’approvvigionamento alle abitazioni.

Il Comitato civico lamenta, inoltre, «l’assenza di un’adeguata e capillare informazione e perciò invita il sindaco a voler rendere note le condizioni dell’acqua a tutta la popolazione, attraverso sistemi chiari e immediatamente fruibili anche in considerazione che una larga parte della popolazione, in particolare gli anziani, quanti sostano per brevi periodi sul territorio comunale e quanti non si avvalgono abitualmente di sistemi informatici per consultare il portale del comune, spesso non sono adeguatamente informati».

Quindi le proposte: «uno screening analitico e straordinario della qualità e salubrità delle acque; l’esame di tutti i parametri microbiologici e chimici; la riattivazione, previa esame, dei pozzi comunali; di garantire alla popolazione la possibilità di approvvigionamento straordinario di acqua pulita e potabile anche mettendo a disposizione, nelle immediate vicinanze di uno dei pozzi comunali, delle fontane pubbliche che ne permettono l’utilizzo».

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