Mare verdastro a Pizzo, per l’Arpacal si tratta di “fioritura algale”

Nessuna contaminazione riscontrata nelle acque analizzate dai biologi dell’Agenzia regionale per la protezione ambientale. Lo stesso fenomeno potrebbe essere anche all’origine di altri fenomeni riscontrati nel Vibonese

Nessuna contaminazione riscontrata nelle acque analizzate dai biologi dell’Agenzia regionale per la protezione ambientale. Lo stesso fenomeno potrebbe essere anche all’origine di altri fenomeni riscontrati nel Vibonese

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«Il colore verdastro dell’acqua che bagnava le spiagge di Pizzo calabro, a nord della foce del fiume Angitola fino ad oltre il torrente Quercia, non è determinato da contaminazione fecale ma da una fioritura algale verificatasi a causa delle condizioni meteo-marine».

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E’ questo l’esito del sopralluogo comunicato dalla dottoressa Maria Antonella Daniele, il biologo del servizio tematico Acque del Dipartimento provinciale di Vibo Valentia dell’Arpacal, in merito alla colorazione verdastra notata prevalentemente a pochi metri della battigia, nel tratto di costa del comune di Pizzo Calabro.

Un fenomeno che potrebbe essere all’origine anche di altri episodi simili segnalati in altre località costiere del Vibonese. Come a Nicotera Marina, caso di cui abbiamo parlato qui Nicotera Marina, il mare si tinge di verde

«Durante l’attività di monitoraggio per la ricerca delle micro-alghe potenzialmente tossiche in Calabria – riferisce la Daniele – su segnalazione della Capitaneria di Porto – Guardia Costiera di Pizzo Calabro è stata avviata un’attività di emergenza sull’area nord del litorale del comune di Pizzo Calabro per sospetta fioritura algale. Le acque di balneazione interessate dal fenomeno segnalato, più precisamente quelle a nord del fiume Angitola fino ad oltre il torrente Quercia, si presentavano con continuità di un’intensa colorazione verdastra, interessando a tratti, anche zone più a largo della costa».

Quindi «sono state avviate allo scopo – ha aggiunto il biologo dell’Arpacal – le prime verifiche di indagine analitica sulle acque di mare e sulle acque superficiali del fiume Angitola, che presentavano al sopralluogo una colorazione marroncina con evidente trascinamento di limo. La perlustrazione dell’area di foce è stata effettuata per una valutazione più complessiva del fenomeno. Anche le correnti ed il vento risultavano favorire lo spostamento verso nord. Sebbene non percepita, la temperatura delle acque riscontrata era superiore ai 27° C mentre quella dell’aria era di 32° C».

Ieri, inoltre, sono stati effettuati altri campionamenti per monitorare il fenomeno. I campioni sono stati inviati al laboratorio di Reggio Calabria che ha inviato i risultati microbiologici dai quali non emerge inquinamento di origine fecale, mentre la colorazione delle acque è imputabile a fioritura algale.