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Il presidente dell’associazione dei consumatori, Denis Nesci, si dice seriamente preoccupato per lo stato di salute dei cittadini che vengono a contatto con il batterio “Pseudomonas aeruginosa” rischiando «gravi patologie»

Un prelievo della Sorical a Nicotera Marina
Ambiente

«Non sono di certo rassicuranti i risultati diffusi dall’Arpacal relativi all’inquinamento dell’acqua potabile nel Vibonese anzi - afferma in una nota il presidente nazionale dell’Unione dei consumatori (Udicon) Denis Nesci - siamo seriamente preoccupati per lo stato di salute dei cittadini che venendo a contatto con il batterio “Pseudomonas aeruginosa” potrebbero presentare delle patologie molto gravi, tra cui polmonite, endocardite, peritonite, meningite secondo quanto si apprende dalle ricerche condotte in rete; c’è bisogno - continua Nesci - di un intervento tempestivo da parte dell’Azienda Sanitaria chiamata a rispondere anche alla correlazione tra le possibili malattie che potrebbero sorgere tra i residenti e l’assunzione di acqua inquinata».

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Chiarisce ancora Nesci: «Mentre i cittadini continuano la loro protesta in piazza e nelle stazioni, l’Unione per la difesa dei consumatori prosegue a suon di denuncia la battaglia per la depurazione dell’acqua, inviando lettere alle autorità competenti per mettere fine al calvario che va ormai avanti da questa estate. Dopo la risposta da parte dell’Arpacal alla segnalazione in cui è stata confermata la presenza del batterio nell’acqua, l’Udicon continua la sua azione a tutela della salute dei cittadini chiedendo di fare chiarezza ma soprattutto l’immediato ripristino del servizio, questa volta invitando la Regione ad intervenire affinché l’Asp fornisca una mappatura dettagliata di tutti gli acquedotti presenti nel territorio calabrese, così da consentire un accertamento in ordine alla potenziale propagazione del batterio “Psedomonas aeruginosa”.

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Per il presidente Udicon: «Ormai i residenti sono allo stremo, noi non abbasseremo la guardia finché la situazione non tornerà alla normalità, la priorità ora - conclude Nesci - è la costituzione di un Tavolo che coinvolga il Ministero, la Regione, l’Azienda sanitaria, l’Arpacal, la Sorical, i Comuni interessati e le associazioni dei consumatori, al fine di vagliare la soluzione più adeguata e rapida».

Lacnews24.it
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