Acqua maleodorante a Vena, il sindaco Limardo: «È idonea al consumo umano»

Il primo cittadino interviene dopo il nostro servizio esibendo le analisi di autocontrollo disposte dal Comune su una fontanella pubblica che certificano la conformità ai parametri di legge
Il primo cittadino interviene dopo il nostro servizio esibendo le analisi di autocontrollo disposte dal Comune su una fontanella pubblica che certificano la conformità ai parametri di legge
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Un anziano mostra un vecchio campione dell'acqua di Vena
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Non ci sarebbe nessuna infiltrazione dalla rete fognaria nell’impianto idrico a servizio delle abitazioni di Vena Inferiore. L’acqua che sgorga nelle case, a dispetto dal colore rossastro e dall’odore nauseabondo di cui vi abbiamo dato conto in un servizio pubblicato ieri dalla nostra testata, è addirittura “idonea al consumo umano”. È quanto asserisce il sindaco di Vibo Valentia Maria Limardo proprio in replica «ad articoli di stampa relativamente alla potabilità dell’acqua nella frazione Vena».  A supporto delle sue dichiarazioni, il primo cittadino esibisce il «rapporto di prova n° 202002812 dell’1 luglio 2020 relativamente al luogo di prelievo Fontana pubblica Vena inferiore a cura della ditta Delvit chimica, a cui è stato affidato il servizio di autocontrollo delle acque distribuite dall’acquedotto comunale». Quindi rassicura: «Il campione analizzato risulta conforme ai parametri dettati dal D.Lgs 31/2001. Pertanto si tratta di acqua idonea al consumo umano».

La questione crea non poca apprensione nei residenti della piccola frazione vibonese che, ancora prima di interessare la nostra testata, il 2 luglio scorso (quindi all’indomani dalla trasmissione delle analisi di autocontrollo disposte dal Comune) avevano inviato una segnalazione allo stesso sindaco, all’Ufficio tecnico del Comune, all’Asp e al Dipartimento prevenzione igiene pubblica dell’Azienda sanitaria.

Nella comunicazione si segnala come il problema si riscontri da circa un mese (quindi verosimilmente dai primi giorni di giugno), in particolare sulle vie Roma e Campania, come, si fa notare, «più volte segnalato verbalmente agli uffici preposto senza nulla ottenere». La situazione, spiega il firmatario della lettera, è visivamente rilevabile non solo dal colore dell’acqua che scorre rossastra, ma anche dal fatto che nei serbatoio presenti nella abitazioni vi è un ristagno nel fondo di carattere melmoso, riconducibile alla presenza di materiale fognario. Una condizione che fa pensare che all’interno delle tubature circolino liquami». Quindi l’invito ad «intervenire con la massima tempestività per risolvere il problema».

Ora – e dopo la denuncia pubblica a mezzo stampa – arriva la risposta del sindaco che tende a tranquillizzare la cittadinanza che, da una parte, fa i conti con un liquido sospetto e maleodorante e, dall’altra, si sente dire che lo stesso è addirittura “idoneo al consumo umano”. Una risposta che, certamente, non li persuaderà.