Dopo le immagini del rilascio documentate da Il Vibonese, l'Ente Parco precisa il numero complessivo degli animali arrivati dalla riserva del Bosco della Mesola (Ferrara): 11 femmine e 6 maschi. Prima dell'operazione il nucleo contava circa 33-34 esemplari
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Erano 17 i cervi italici protagonisti dell'ultimo trasferimento nel Parco naturale regionale delle Serre, arrivati dalla Riserva naturale statale Bosco della Mesola, in provincia di Ferrara. A precisarlo è l'Ente Parco, che con una comunicazione ufficiale conferma l'operazione anticipata ieri da Il Vibonese attraverso il reportage realizzato da Gigi Gej, ma soprattutto fornisce nuovi dati sui risultati raggiunti dal progetto di conservazione della rara sottospecie.
Le immagini del portellone del camion che si apre e dei cervi che si lanciano verso la foresta hanno già raccontato il momento più emozionante dell'operazione. Adesso arrivano i numeri che consentono di comprenderne meglio la portata. Dal 2024 sono state documentate 12 nascite in natura e prima dell'ultimo rilascio la popolazione presente nel Parco era stimata in 33-34 esemplari. Un patrimonio faunistico che continua dunque ad arricchirsi, mentre il progetto entra in una fase decisiva per verificare la capacità degli animali di stabilirsi definitivamente sulle montagne vibonesi.
Dodici cervi nati nelle Serre, il dato che incoraggia i ricercatori
È probabilmente questo il risultato più significativo comunicato dall'Ente Parco. Il monitoraggio scientifico condotto dall'Università degli Studi di Siena ha accertato due nascite nel 2024, sei nel 2025 e quattro nel 2026. Dodici piccoli venuti alla luce direttamente nei boschi delle Serre, senza dunque essere stati trasferiti dall'Emilia-Romagna.
Un risultato importante perché la riproduzione in natura è uno degli indicatori principali per valutare il successo di un programma di conservazione. Significa che gli animali trovano condizioni ambientali favorevoli, risorse alimentari adeguate e habitat compatibili con le esigenze della sottospecie.
La popolazione presente prima dell'ultima operazione, secondo la stima ufficiale, era composta da circa 33-34 individui. Con l'arrivo dei nuovi 17 cervi, il nucleo complessivo raggiungerebbe quindi circa 50-51 esemplari, sulla base dei dati attualmente disponibili.
Tutti i nuovi arrivati saranno seguiti via satellite
Un'altra novità riguarda il sistema di controllo degli animali. Tutti i 17 cervi dell'ultima traslocazione sono stati dotati di radiocollari satellitari, strumenti che permetteranno ai ricercatori di seguirne gli spostamenti e monitorarne la sopravvivenza.
Le informazioni raccolte saranno integrate con le osservazioni dirette e con le immagini delle fototrappole già installate nell'area protetta. L'obiettivo è comprendere come gli animali si distribuiscano sul territorio, quali zone frequentino e in che misura riescano a consolidare la propria presenza.
Si tratta di un aspetto fondamentale per un progetto che non punta semplicemente a liberare nuovi esemplari, ma a costituire nelle Serre una popolazione autonoma e duratura di cervo italico.
Come aveva spiegato al Vibonese il professore Francesco Ferretti, associato di Zoologia all'Università di Siena, la scelta del territorio calabrese risponde a precise caratteristiche ecologiche. Il comunicato ufficiale aggiunge che l'idoneità delle Serre è stata individuata sulla base di uno specifico studio di fattibilità realizzato dall'Ispra.
La quarta traslocazione e il valore nazionale del progetto
Quello appena concluso è il quarto intervento di traslocazione realizzato nell'ambito del programma avviato nel 2023. Il progetto, denominato Rafforzamento della popolazione di cervo italico presente nel Parco delle Serre, è realizzato dal WWF Italia grazie al finanziamento della Regione Calabria, nell'ambito del Programma regionale FESR FSE+ 2021-2027.
Collaborano il Parco delle Serre, il Raggruppamento Carabinieri Biodiversità, l'Università di Siena e D.R.E.Am. Italia.
La finalità va oltre i confini calabresi. Il cervo italico, Cervus elaphus italicus, è una sottospecie particolarmente vulnerabile, sopravvissuta nel suo areale originario del Bosco della Mesola. Concentrare l'intera popolazione originaria in un unico territorio comporta rischi legati a epidemie, cambiamenti ambientali e altri eventi potenzialmente dannosi. La creazione di una seconda popolazione nelle Serre rappresenta quindi una garanzia in più per la sopravvivenza della sottospecie.
Costantino: «Le nascite dimostrano il valore del percorso intrapreso»
«La quarta traslocazione rappresenta un ulteriore passo verso la costituzione di una popolazione stabile di cervo italico, contribuendo concretamente alla salvaguardia di una sottospecie unica del nostro Paese», dichiara il commissario straordinario del Parco, Francesco Costantino.
«È motivo di particolare orgoglio che il nostro territorio sia stato individuato per ospitare un intervento di rilevanza nazionale. Le nascite già registrate dimostrano il valore del percorso intrapreso».
Costantino ringrazia tutti i soggetti coinvolti e ribadisce l'intenzione dell'Ente di continuare a sostenere iniziative capaci di unire ricerca scientifica, tutela della natura e valorizzazione del patrimonio ambientale.
Sui risultati del monitoraggio interviene anche il direttore del Parco, Francesco Maria Pititto: «Le dodici nascite documentate rappresentano un risultato particolarmente significativo e un segnale concreto del positivo adattamento del cervo italico agli habitat delle Serre».
«Con l'arrivo di altri 17 esemplari rafforziamo il nucleo esistente. Il monitoraggio scientifico sarà fondamentale per verificare nel tempo il consolidamento della popolazione e garantire la continuità di questa importante azione di conservazione».




