Una penna può diventare molto più di un oggetto. Può custodire un ricordo, accompagnare le parole e, in alcuni momenti della vita, diventare un modo per sentirsi vicini a qualcuno che non c’è più. È quello che è accaduto a Lorenzo Muratore, giornalista e scrittore di Vibo Valentia, autore del libro “Il declino della presenza - appartenenza e condizione umana in Calabria nell'età dell'intelligenza artificiale”, presentato nei giorni scorsi durante una puntata di Libraria, la trasmissione di LaC dedicata ai libri e ai loro autori.

Il volume è dedicato ad Andrea Minasi, la giovane pianista di 23 anni e studentessa del Conservatorio “Fausto Torrefranca” di Vibo Valentia, morta il 6 agosto dopo le gravissime lesioni riportate in un incidente stradale avvenuto in città.

Andrea e Lorenzo erano fidanzati da oltre un anno. Avevano immaginato il futuro insieme, costruendo progetti e desideri che la tragedia ha interrotto improvvisamente. La sua morte ha lasciato un vuoto profondo nella famiglia, negli amici e in una comunità che si è stretta attorno al dolore dei suoi cari.

Durante la puntata di Libraria, Lorenzo ha parlato del suo libro, ma soprattutto ha condiviso con il pubblico una parte di quella sofferenza che da quel giorno accompagna la sua vita.

Poi, al momento dei saluti, è arrivata una sorpresa.

Una penna artigianale, custodita in un piccolo pianoforte, per ricordare Andrea Minasi e accompagnare Lorenzo Muratore nel suo ritorno alla scrittura e al lavoro. Il dono è arrivato durante una puntata di Libraria, la trasmissione di LaC dedicata ai libri e ai loro autori. La penna è stata realizzata dal maestro artigiano Vincenzo Fratea, su iniziativa della comunità di Dinami, dopo un desiderio espresso dallo stesso Lorenzo prima della tragedia.

Il conduttore ha invitato in studio il direttore di LaC, Franco Laratta, che ha consegnato a Lorenzo una penna realizzata dal maestro artigiano Vincenzo Fratea, di Dinami, custodita all'interno di un piccolo pianoforte.

Sul dono è stata impressa una dedica voluta dall'editore del gruppo Diemmecom, Domenico Maduli: “Andrea, una musica per i tuoi pensieri”.

Un messaggio che lega insieme la scrittura di Lorenzo, la musica di Andrea e un oggetto che lui stesso aveva desiderato.

La storia di quella penna era iniziata qualche tempo prima. Saverio Caracciolo stava lavorando al montaggio di una puntata di LaC Storie dedicata proprio a Vincenzo Fratea, il “costruttore di penne”. Lorenzo aveva visto quelle immagini e ne era rimasto affascinato.

Lorenzo avrebbe voluto andare a Dinami per acquistare una delle sue penne. Poi, però, è accaduto l'incidente.

Dopo la morte di Andrea, Saverio Caracciolo ha contattato il sindaco di Dinami, Antonio Di Bella. Da lì è nata l'idea di trasformare quel desiderio rimasto incompiuto in un gesto di affetto. La comunità di Dinami si è attivata e ha chiesto a Fratea di realizzare una penna da donare a Lorenzo.

«È un omaggio significativo», ha detto il direttore di LaC, spiegando che la dedica era stata pensata da Domenico Maduli come messaggio di vicinanza a Lorenzo, giornalista e scrittore del gruppo. Di fronte a quella sorpresa, Lorenzo non ha nascosto l'emozione.

«Ringrazio l’editore e il direttore editoriale Maria Grazia Falduto per questa straordinaria sorpresa», ha detto.

Poi il riferimento a ciò che quel regalo rappresenta per lui: non soltanto una penna, ma qualcosa destinato a rimanere. «Oltre il regalo fisico, è per me molto di più. È una cosa che rimane sicuramente impressa nel mio cuore, che non posso cancellare».

Quella penna nasce da un desiderio di Lorenzo, ma oggi porta con sé anche il ricordo di Andrea, della sua musica e dei progetti che i due avevano immaginato insieme.

Per Lorenzo, tornare al lavoro dopo quella tragedia non è stato semplice.

«Andare avanti non è affatto facile», ha raccontato. E in quel momento ha riconosciuto l'importanza delle persone che gli sono state accanto: i colleghi, il direttore e tutto il gruppo di lavoro. «Se non ci fossero stati loro probabilmente non avrei avuto tutta questa forza anche di tornare a lavorare».