Vibo Valentia lascia il penultimo posto nella classifica delle città italiane più sostenibili, ma resta tra le ultime dieci del Paese. Il capoluogo vibonese è 99° su 106 nella nuova edizione di "Ecosistema Urbano", il rapporto di Legambiente e Ambiente Italia, realizzato in collaborazione con Il Sole 24 Ore e pubblicato oggi, 26 ottobre. Sei posizioni recuperate rispetto al 2025, quando Vibo era 105ª, con un indice complessivo di prestazione ambientale che si attesta al 39,30%. Un risultato ancora molto distante dalla media nazionale del 55,72% e soprattutto dall'81,29% di Mantova, prima classificata.

Ma a raccontare lo stato di salute ambientale della città sono soprattutto i singoli indicatori. E qui emerge un quadro ricco di contraddizioni: Vibo si distingue per la qualità dell'aria e per la raccolta differenziata, mentre continua a scontare pesanti ritardi nella gestione dell'acqua, nel trasporto pubblico e nella mobilità sostenibile.

La grande emergenza dell'acqua: dispersi due litri su tre

Il dato più allarmante riguarda la rete idrica. Secondo il rapporto, a Vibo Valentia viene disperso il 66,3% dell'acqua immessa nelle condutture. In pratica, quasi due litri su tre non arrivano a destinazione attraverso la rete di distribuzione. Una percentuale che colloca il capoluogo al 90° posto nazionale e che risulta quasi doppia rispetto alla media italiana del 34,7%.

È uno degli indicatori che meglio rappresentano le fragilità infrastrutturali della città. A fronte di consumi idrici pari a 146,6 litri per abitante al giorno, il sistema di distribuzione continua a mostrare livelli di inefficienza particolarmente elevati.

Trasporto pubblico quasi inesistente, 82 auto ogni 100 abitanti

L'altra grande criticità riguarda gli spostamenti. Il trasporto pubblico registra appena un viaggio per abitante all'anno, un valore che colloca Vibo nelle ultimissime posizioni nazionali. Anche l'offerta del servizio è estremamente ridotta, con 6,2 chilometri percorsi annualmente dai mezzi pubblici per abitante, secondo l'indicatore utilizzato dal rapporto.

Il risultato è una città fortemente dipendente dall'automobile privata. A Vibo si contano 81,8 auto ogni 100 abitanti, uno dei valori più elevati della graduatoria. Un dato che assume ancora maggiore rilievo se associato alla scarsità di alternative: le piste ciclabili si fermano a 0,6 metri equivalenti ogni 100 abitanti e le isole pedonali coprono appena 7,8 metri quadrati ogni 100 residenti.

La mobilità sostenibile, insomma, resta uno dei punti più deboli del sistema urbano vibonese.

Aria pulita e differenziata al 79,2%: i risultati migliori

Non mancano, tuttavia, gli aspetti positivi. Sul fronte della qualità dell'aria, Vibo Valentia ottiene alcuni dei migliori piazzamenti nazionali. Per il biossido di azoto la concentrazione media annua è di 11 microgrammi per metro cubo, valore che vale il nono posto in Italia. Anche per l'ozono il capoluogo si distingue, occupando il 15° posto. Le polveri sottili PM2,5 si attestano a 8 microgrammi per metro cubo, con l'11° posto nazionale.

Positivo anche il risultato della raccolta differenziata, che raggiunge il 79,2%, collocando Vibo al 21° posto tra i capoluoghi italiani. È uno dei risultati più significativi della pagella ambientale cittadina, anche se la percentuale di raccolta differenziata, da sola, non descrive l'intera gestione del ciclo dei rifiuti.

Verde urbano, alberi ed energia: altri ritardi

La situazione torna a farsi critica quando si analizzano gli spazi verdi e le dotazioni urbane. Il rapporto assegna a Vibo 13,2 metri quadrati di verde totale per abitante, un dato che vale il 75° posto nazionale. Gli alberi censiti nelle aree di proprietà pubblica sono 11,3 ogni 100 abitanti, con il capoluogo al 78° posto.

Anche le infrastrutture energetiche mostrano margini di miglioramento: la potenza fotovoltaica installata sugli edifici pubblici si ferma a 1,3 kilowatt ogni mille abitanti, con Vibo all'84° posto.

Non particolarmente favorevoli neppure gli indicatori sul consumo di suolo. Il rapporto assegna alla città il 73° posto per uso efficiente del suolo e il 71° per andamento del consumo di suolo, confermando la necessità di prestare attenzione alla gestione del territorio.

Calabria a due velocità: Cosenza nona, Vibo 99ª

Il confronto regionale rende ancora più evidente il divario. Cosenza conquista il nono posto nazionale, diventando la prima città del Mezzogiorno nella classifica 2026. Molto più indietro gli altri capoluoghi calabresi: Catanzaro è 81ª, Vibo Valentia 99ª, Crotone 101ª e Reggio Calabria 105ª. A chiudere la graduatoria italiana è Napoli, 106ª.

La classifica nazionale è guidata da Mantova, seguita da Trento e Bolzano. Complessivamente, il rapporto evidenzia un lento miglioramento delle prestazioni ambientali delle città italiane, ma anche la persistenza di profonde differenze territoriali.

Per Vibo, il recupero di sei posizioni rappresenta un segnale positivo, ma non basta a cancellare il divario accumulato nei servizi essenziali e nelle infrastrutture urbane. La buona qualità dell'aria e i risultati della raccolta differenziata convivono con una rete idrica che disperde gran parte dell'acqua distribuita, un trasporto pubblico marginale e una mobilità quasi interamente affidata alle automobili.

È questa la fotografia che emerge dalla nuova edizione di Ecosistema Urbano: una città capace di ottenere risultati importanti in alcuni settori, ma ancora lontana da standard complessivi di sostenibilità soddisfacenti.