VIDEO | Un reel di Calabria Food Tour racconta l’avventura del duo padre-figlio originario del Vibonese che negli Stati Uniti ha costruito un progetto gastronomico di successo tra salumi artigianali, panini amatissimi e la celebre specialità piccante
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Dalla piccola Coccorino, frazione affacciata sul mare di Joppolo a pochi chilometri da Capo Vaticano, fino alle strade brulicanti di Chicago. In mezzo c’è una storia che sembra uscita da un film sull’emigrazione italiana: sacrifici, nostalgia e un’idea semplice ma capace di conquistare l’America. Protagonista, ancora una volta, è uno dei simboli più identitari della gastronomia calabrese: la ’nduja.
A raccontarla è un reel pubblicato sui social dal progetto di storytelling gastronomico Calabria Food Tour, che ha acceso i riflettori su un imprenditore calabrese emigrato negli Stati Uniti e diventato, oggi, un punto di riferimento per gli amanti della cucina italiana nella metropoli dell’Illinois.
Il video, girato all’interno del Tempesta Market di Chicago, si apre con una frase che suona quasi come una dichiarazione programmatica: «The American dream made by an emigrant». Il sogno americano costruito da un emigrante. Un sogno che profuma di peperoncino e di Calabria.
Protagonisti del reel sono Agostino e Tony Fiasche, padre e figlio, anima del progetto imprenditoriale che ruota attorno alla diffusione dei sapori calabresi negli Stati Uniti. Il loro lavoro è legato anche alla Nduja Artisans Salumeria, realtà ormai conosciuta oltreoceano soprattutto per la produzione della ’nduja, la celebre salsiccia piccante e spalmabile simbolo della tradizione gastronomica calabrese.
Nel video scorrono immagini di taglieri di salumi, formaggi e conserve, mentre sul bancone prendono forma panini preparati al momento con ingredienti italiani. Proprio questi sandwich artigianali sono diventati uno dei marchi di fabbrica del locale, tanto che molti clienti li considerano tra i migliori panini di Chicago.
Secondo quanto raccontato nel reel, l’imprenditore originario di Coccorino è riuscito negli anni a costruire negli Stati Uniti un vero e proprio piccolo impero gastronomico. Non solo prodotti della tradizione, ma anche una proposta di street food capace di conquistare il pubblico americano, unendo ingredienti mediterranei e cultura del panino tipica delle grandi città statunitensi.
È proprio da qui che nasce l’espressione usata nel post che accompagna il video: «La ’nduja da 10 milioni di dollari». Un modo evocativo per raccontare come un prodotto povero della tradizione contadina calabrese sia riuscito a diventare, oltreoceano, un marchio riconosciuto e una leva imprenditoriale.
Nel racconto emerge anche un altro elemento che accomuna tante storie di emigrati calabresi: la nostalgia. La Calabria resta sempre sullo sfondo, come una radice che non si spezza mai. Nei prodotti, nei sapori e nelle ricette che arrivano fino a Chicago c’è infatti un legame diretto con la terra d’origine, con quei paesi affacciati sul Tirreno dove il peperoncino e il maiale hanno dato vita a uno dei salumi più riconoscibili d’Italia.
Il reel di Calabria Food Tour ha raccolto in poche ore numerose interazioni, confermando quanto queste storie riescano a parlare a una comunità molto più ampia di quella calabrese. Perché raccontano non solo il successo di un imprenditore, ma anche la capacità di una tradizione gastronomica di attraversare oceani e culture.
Così, tra Coccorino e Chicago, la distanza sembra improvvisamente più corta. Basta un cucchiaino di ’nduja spalmato sul pane caldo per far viaggiare i sapori della Calabria dall’altra parte del mondo. E per dimostrare che, a volte, il sogno americano può nascere anche da un piccolo borgo affacciato sul mare del Vibonese.

