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Abbiamo un patrimonio culturale, storico e paesaggistico che potrebbe dare slancio ad una intera economia, integrata al turismo, e qualificare il nostro territorio. È una battaglia che possiamo ancora vincere.

Una sala del Museo archeologico statale di Vibo
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È davvero un dato inaspettato e significativo quello che ci consegna il Ministero dei beni e delle attività culturali dalla Capitale. Quello di Vibo Valentia è, dopo Reggio Calabria, il museo più visitato della regione con un potenziale 40% di presenze in più rispetto all'anno precedente ed incassi del tutto ragguardevoli. Circa 23 mila presenze nel 2015, interessate alla città ed al territorio per il suo straordinario rilievo storico e culturale, in un museo che racconta la storia di una grande civiltà dai più remoti tempi della Preistoria.

Peccato che di questo non ne abbiamo molta consapevolezza noi stessi e che le cose, spesso, anche quelle positive, ci sovrastano con un margine derisore di casualità. Ancora una volta, stiamo sprecando una delle maggiori potenzialità per lo sviluppo e la crescita del territorio, mortificando l'intelligenza del nostro passato e la millenaria storia da cui proveniamo. Se ad una tale spontaneità di interessi storici e culturali dei visitatori ci fosse stata una adeguata progettualità di scelte politiche, probabilmente, anche la storia recente l'avremmo vissuta più dignitosamente.

Abbiamo un patrimonio culturale, storico e paesaggistico che potrebbe dare slancio ad una intera economia, integrata al turismo, per qualificare il prodotto e la sua offerta altamente competitiva. Come Cgil abbiamo più volte caratterizzato il nostro impegno politico e vertenziale sui temi del comparto per finalizzare investimenti di riqualificazione e fruibilità dei siti, in considerazione del loro valore di fondamenti identitari e delle strategiche opportunità economiche ed occupazionali che ne potrebbero derivare.

Avevamo, persino, insistito dei percorsi formativi, con Enti locali e la stessa Soprintendenza, a sostegno di tirocini, utili non solo per valorizzare l'ingente capitale architettonico, ma, anche, per qualificare professionalmente il mercato del lavoro edile, in un segmento anticiclico per il recupero ed il restauro dei beni culturali. Così come, avevamo fatto sapere, con una lettera al ministro, in occasione della rimodulazione di fondi europei per la Calabria e per i beni culturali, la rilevanza dei nostri siti.

Rimane, tuttavia, la fiducia e la determinazione di continuare una battaglia che, la città ed il territorio, possono ancora vincere, perché sarebbe davvero inaccettabile, quanto impietoso, continuare a mancare di rispetto alla propria storia ed alle straordinarie opportunità lasciate in eredità a tutti noi, con il dovere di preservarle nei saperi e nella conoscenza dell'intera umanità.   

*Segretario provinciale Cgil

Lacnews24.it
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