domenica,Maggio 9 2021

Alunno disabile in mini-classe, la replica della dirigente

Domenica Cacciatore interviene sul caso sollevato da un genitore che lamentava l’inserimento del figlio autistico in un’aula di 15 metri quadri insieme ad altri 21 bambini

Alunno disabile in mini-classe, la replica della dirigente

RICEVIAMO E PUBBLICHIAMO:

La scuola per sua natura non può operare senza il diretto dialogo con le famiglie, e quest’importante rapporto è costantemente intessuto dall’Istituto 1° Circolo di Vibo Valentia, sempre vicino con dedizione e incessante impegno ad alunni e genitori. Una scuola di grande tradizione che in quest’anno scolastico si è innovata sia dal punto di vista della cura e del decoro della gran parte degli edifici scolastici, che nella progettazione didattico-educativa e ampliamento di un’Offerta Formativa di altissima qualità, tanto da far crescere anche la consistenza dell’utenza che sceglie quest’importante Istituto. Certo è che dopo tanto impegno, dedizione e disponibilità incessante da parte del Dirigente Scolastico e del personale tutto per il successo formativo e l’integrazione di tutti gli alunni, si rimane sgomenti e sconcertati per il rifiuto al dialogo con la scuola da parte del signor Enrico Mignolo, genitore di tre alunni frequentanti la Scuola dell’Infanzia Don Bosco, che all’avvio del nuovo anno scolastico, il primo giorno di scuola, ha preferito la comunicazione mediatica all’importante e necessaria relazione di dialogo che dev’esserci tra due pilastri portanti della comunità educante, Scuola e Famiglia.

Non ho capito cosa avesse in mente il signor Mignolo o cosa pensasse di realizzare con le recensioni giornalistiche locali. Il primo giorno di scuola ho avuto un grave lutto in famiglia ma io come sempre ero in servizio, se pur con la morte nel cuore, ecco perché rimango ancor più sgomenta ed indignata per il suo comportamento, perché poteva venire ad incontrarmi e a parlare, mentre ha preferito tutt’altro per il disappunto di una temporanea sistemazione della sezione frequentata da suo figlio in un’aula diversa dall’anno precedente.

Avevo trascorso persino la domenica in quei locali con la mia vicaria e l’imbianchino che ho pagato coi miei soldi per far dipingere a nuovo quell’aula e si sa i primi giorni si cerca di capire la reale condizione delle sezioni, prima di definire gli spazi da assegnare. Pertanto, la sistemazione era momentanea. Se il signor Mignolo ha visto un sovraffollamento ciò è dipeso prioritariamente dalla presenza di numerosi genitori presenti in quel momento in quell’edificio scolastico. Lo sconcerto è aumentato quando sono stata informata dai miei collaboratori che il signor Mignolo ha fotografato i locali scolastici ed ha urlato il suo disappunto per l’aula alla presenza di genitori, personale e bambini, creando turbamento non consono ad una scuola, e preferendo, forse preso da uno scatto d’ira, passare la sua giornata (così come lui stesso dichiara) a fare la fila da vigili del fuoco, carabinieri, etc… certamente non preposti a scegliere dove assegnare una sezione di alunni, piuttosto che un’altra.

LA LETTERA | “In 22 dentro un’aula di 15 metri quadri, tra loro mio figlio autistico”

A questo aggiungasi l’aver fotografato la scuola senza autorizzazione. La cosa mi ha sconcertato e non poco, anche perché i signori Mignolo nell’anno scolastico precedente sono sempre stati accolti ed ascoltati dalla sottoscritta, tanto da essere così disponibile da fornire loro persino il numero del cellulare personale sulla cui utenza entrambi hanno telefonato anche al di fuori dell’orario di servizio ogni volta che ne avevano necessità. Sanno bene quanto finora la scuola sia stata disponibile per la migliore integrazione del loro bambino disabile, al quale è assegnato anche l’insegnante di sostegno e l’assistente alla comunicazione, quest’ultimo inviato dal Comune di Vibo Valentia. La scuola e la sottoscritta sono sempre state a loro completa disposizione anche quando hanno chiesto l’autorizzazione all’accesso ed alla presenza nella sezione frequentata dal loro bambino disabile di una psicologa di loro fiducia che lo seguiva privatamente, nonché quando hanno richiesto di utilizzare i locali scolastici per intere giornate per parent training.

Per questa richiesta ho messo a loro completa disposizione la scuola che ha impegnato il personale Ata per consentire l’incontro richiesto dai signori Mignolo con la psicologa da loro indicata, nonché con nonna, zio, zia, baby sitter, terapista, insegnanti e assistente alla persona del loro bambino.

La reazione del signor Mignolo poteva essere plausibile se si fosse recato a scuola con modi e toni consoni al luogo ed io non l’avessi ricevuto, né ascoltato e né risolto quanto lamentava. S dà il caso che io ero a scuola se pur distrutta dal dolore per la perdita di mio zio, e lui non si è presentato a chiedere di parlare con me per la risoluzione del problema. Inoltre vorrei ricordare al signor Mignolo che la sezione di suo figlio non è composta da 22 bambini ma ad oggi da 18 frequentanti, forse non sa che il “girotondo” nessun bambino lo fa in nessuna sezione, stante la presenza di arredi scolastici che intralcerebbero tali movimenti, bensì nel grande salone dove in determinati momenti si riuniscono tutte le docenti coi loro alunni.

Lo sconcerto è aumentato in me nel leggere «Domani andrà ancora così? […] Mi sarà proposto di far cambiare sezione a mio figlio? Dopo 2 anni nella stessa sezione e con importanti legami affettivi che mio figlio si era creato con alcuni suoi compagni? E che quindi dovrebbe abbandonare?». Ma che fa? Mi prende in giro? Lui stesso il 28 giugno ha chiesto il cambio di sezione, quindi voleva interrompere quei legami e inserirlo con altre docenti e altri alunni, cosa che questa dirigente non ha concesso, non solo per non far interrompere quei legami affettivi di cui lui tanto parla, ma, altresì, perché quella sezione aveva un numero maggior di bambini che non consentiva di inserire un ulteriore alunno disabile come suo figlio.

Ancor più sconcertante è l’aver ricevuto a scuola il 14 settembre alle ore 16.53 una Pec del signor Mignolo con la quale chiede al sindaco di Vibo, e per conoscenza a me, un intervento di verifica dell’aula a lui non gradita quando già alle 8 della stessa giornata suo figlio e i suoi compagni erano ritornati nell’aula dell’anno scorso.

La situazione è stata immediatamente rimodulata nella stessa mattinata del 14 settembre, grazie soprattutto alla signorilità, gentilezza e grandissima disponibilità dei genitori di bambini di altre sezioni venuti in presidenza. Con un dialogo proficuo siamo riusciti a risolvere il tutto, con la gioia dei bambini. Ho letto in un articolo che è stato chiesto anche l’intervento del consigliere comunale Katia Franzè, peraltro cugina del signor Enrico Mignolo. Mi chiedo se c’era bisogno di tutto questo assurdo clamore che crea solo perdite di tempo e stress improduttivi. Ma non faceva prima a venire da me e con calma dialogare per la risoluzione, peraltro tempestiva?

La scuola dell’Infanzia Don Bosco, così come altre, avrebbe certamente benefici se il Comune intervenisse per migliorarne le condizioni e aumentare gli spazi, ma al momento riesce a mandare avanti le attività in locali belli ed accoglienti, funziona tanto bene da essere scelta da un numero sempre più crescente di genitori che affidano i loro figli a docenti bravissime, tant’è che lo sanno persino i signori Mignolo i quali hanno tre figli che la frequentano da anni.

Per concludere, mi auguro che il signor Mignolo, né altri genitori, entrino negli ambienti scolastici, così come riferito dal personale. Nessun genitore può entrare nelle aule scolastiche, né nei bagni dei bambini, per motivi di sicurezza e per non disturbare il regolare svolgimento delle attività, né è consentito fotografare, senza autorizzazione, i locali.

Mi auguro che ogni evento o problematica che inevitabilmente può insorgere in ambito scolastico vogliano i signori Mignolo, così come altri genitori, risolverla evitando i clamori mediatici, bensì scegliendo com’è giusto che sia la corretta via del rapporto istituzionale, fatto di dialogo e collaborazione fra scuola e famiglia. Per quanto mi riguarda rimango come sempre a loro completa disposizione.

*Dirigente scolastico Istituto comprensivo 1° Circolo di Vibo Valentia

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